Ciao e benvenuti a questa prima puntata di "Cosa C'è Sotto". Io sono Vito Lo Re e qui a fianco c'è il mio sodale, amico e collega Fabrizio Campanelli. Adesso devo fare le foto di profilo destro, profilo sinistro e poi profilo centro. E ci siamo. Come dicevano quelli di Romanzo criminale.
Allora... Ma sanno cosa facciamo? Lo sanno cosa facciamo? Io credo che lo sappiano, però se non lo sapessero glielo diciamo. Noi di lavoro - sembra strano - ma scriviamo musica per immagini quindi...
Però non credo che le nostre musiche abbiano mai ammazzato nessuno. No, c'è questo vantaggio. Però guarda che sulla pubblicità... già qualcuno avrebbe da ridire. Eh, perché la pubblicità insomma...
è un tema delicato. È una roba da cobra. Per non parliamo di pubblicità qui parliamo di una cosa molto più interessante. Credo soprattutto perché chi ci sta guardando. Allora, noi abbiamo pensato di mettere a frutto la nostra esperienza pluriennale che sembriamo vecchi ma in realtà...
siamo diversamente giovani. per analizzare insieme voi in maniera abbastanza light direi... Io volevo mettermi giacca e cravatta ma tu me l'hai sconsigliato. In maniera abbastanza light alcune partiture di musiche di film conosciutissimi, famosissimi che appassionati o studenti di musica per immagini o musicisti in generale potrebbero trovare interessante nella maniera in cui abbiamo deciso di proporla. Cioè come?
E di raccontarle! Anche perché poi non racconteremo solo delle partiture delle colonne sonore ma anche di tutto quello che ruota intorno magari al suono, di un film, alla strumentazione, all'orchestrazione. A un po' di tutto quello che accade nel making of. Potrebbe essere un processo di debunking di noi stessi o di analisi freudiana. Cioè, qual è l'idea?
L'idea è: partiamo da un qualcosa di musicale, da una scena che vi faremo vedere, vedremo la musica che scorre su quella scena, la commenteremo, la spiegheremo nei limiti di quella che è la nostra capacità di entrare nella testa del compositore, quanto meno visto che certe dinamiche sono... Entrare nella testa di serial killer. E qui torniamo al fatto di uccidere qualcuno. Dopodiché parleremo ovviamente di tutti quegli argomenti che sono correlati alle colonne sonore, quindi appunto come ha detto Fabrizio, l'orchestra, la registrazione, i microfoni, i sample quando ci sono i sample e andremo a toccare anche questioni legali o contrattuali, insomma è un mare magnum che ci deve dare la possibilità di fare tanti video. Ma l'argomento è talmente vasto che dobbiamo fare un sacco di video.
Spezzettare assolutamente. Fare a fette. E iniziamo da un'isola. L'isola del Tesoro? No.
L'isola dei Famosi. No, ma ci siamo vicino perché in realtà è un'isola della Hawaii. Ho scoperto io, perché poi questa cosa ti porta anche a scoprire un sacco di cose, Grazie a Wikipedia. Islanublar. Allora questa lo so.
Secondo me la sanno anche a casa; è l'isola dove uno scienziato, non so se pazzo, ma comunque uno che ha la fantastica, c'ha l'ideona! Sì, in realtà più che lo scienziato è la mente, l'imprenditore, il produttore, è il produttore del film, praticamente! E' quello che mette i soldi, anche se oggi i produttori non mettono più soldi. Però è quello che c'ha l'idea, quello che c'ha l'ideona, dice, vorrei fare questa cosa qui. E riesce a farla.
Ora quando uno vuole fare una cosa e riesce a farla e ci spende anche un sacco di soldi e costruisce un'isola dove rinchiudere degli animali preistorici, chissà perché poi a un certo punto qualcosa va in vacca. Anzi, non qualcosa; va tutto in vacca! Se no il film su cosa lo fanno? Diventa davvero noiosissimo! E quindi la partitura di questo film che si chiama "Jurassic Park", ovviamente.
Credo che l'abbiano capito. La musica originale è di John Williams, che è uno dei più grandi! Ci ha regalato una delle colonne sonore più belle in assoluto della storia del cinema. E anche una delle più famose. Che non sempre le due cose coincidono!
Ce ne sono di bellissime che nessuno conosce e ce ne sono altre magari famosissime ma non propriamente leggendarie. Però ci dà anche spunto per andare a vedere un pochino dall'interno come agiscono alcuni meccanismi, alcuni pattern che lui usa Lui ha sempre questa orchestra molto larga. Il regista di oggi direbbe "Però un po' meno..." Anche perché vedremo che orchestra grande sì ma.... scopriremo qualche piccola, non magagna, diciamo qualche trucchetto. San John non fa magagne, però qualche trucchetto del mestiere sì.
Siamo riusciti a togliere il dialogo, quell'incubo di qualsiasi musicista e di qualsiasi regista perché quando c'è il dialogo ti dicono sempre: "Eh, ma attento perché la musica rompe le scatole al dialogo, E anche nel mix abbassate, tenete basso il livello". Invece Johnny la risolve con un'orchestra piena. Non la toglie. Piazza anche le trombe senza problemi. La risolve sempre con quella sessantina di persone.
Sì, si, anche mentre parlano. E non la risolvono banalmente tirando giù il livello del master generale che… Assolutamente no. … che sono capaci tutti così, no? Assolutamente no. La risolve è molto meglio.
La risolve in maniera elegante. Innanzitutto con un cambio di tempo. Ci rivediamo la scena, partiamo da questa grande panoramica sul mare con questo tema eroico bellissimo. E poi vedrete che quando entriamo dentro l'elicottero, quindi non lo sentirete perché è stato tolto, ma lì c'è il dialogo, cambia tempo, innanzitutto passa in 12/8 e vediamo come la… come la gestisce. Partiamo col temone!
Volatina dei flauti Vediamo che mentre il tema - molto tonale - si espone che ci dà anche modo di vedere il ritmo sui corni che è un ritmo in terzinato di galoppo che poi si trasforma nel dialogo in una sorta di Barcarola. Mentre l'elicottero galoppa verso la sorpresa, verso la magnificenza di ciò che lo scienziato pazzo - o meno pazzo - è riuscito a creare Lo scienziato lungimirante! Sai che si dice che solo i poveri sono pazzi; i ricchi sono eccentrici. Qui, insieme alla volata dell'elicottero, abbiamo la volata dei flauti. Lui ama sempre molto accompagnare in maniera quasi mimica simbolicamente abbiamo una volata dei flauti in alto che poi discendono che ci porta subito all'idea della volata anche dello stesso elicottero; quindi è una volata che ci porta verso la fantasia, verso il futuro, verso le aspettative.
Lui usa sempre molto sui timbri molto alti, dei disegni molto leggeri, molto veloci, che stanno sopra al tema. Il tema, la stessa cosa la vediamo adesso fare con le trombe. Vi faccio notare queste bellissime trombe che vanno avanti per quinte, tipo il secondo atto di Bohème, alla faccia delle quinte parallele. E di tutti i manuali. Non si fanno quinte parallele, giustamente, John dice: "Ma sapete che c'è?..." Ci sono più quinte parallele nella musica bella scritta che...
Ah, vero, vero. Poi vedete la battuta di 2/4, perché ci serve una battuta di 2/4? Per questioni di immagine, perché dove comincia il 12/8 siamo entrati nell'elicottero, in più, vedi, come ci porta da dentro a fuori, o meglio, scusate, da fuori, a dentro, con il glissato dell'arpa, che ci dà il passaggio da fuori dell'elicottero a dentro l'elicottero. E qui nella partitura che abbiamo evidenziato sul film, che è tratto dal manoscritto, dal manoscritto originale di Williams, che noi, fortunatamente, possiediamo insieme ad altri milioni di persone. È bello anche notare come lui giochi molto con i tempi.
Abbiamo i violini che stanno sul tempo in due, e le viole che fanno una figura in tre, terzinata, perché ritmicamente crea una sorta di rotolamento. Ed è bellissimo questo, perché mantiene un'eleganza anche nelle transizioni che è sua, è molto sua, è un linguaggio molto suo, è un linguaggio molto specifico di Williams e questa transizione, questo rotolamento diciamo così, ci porta dentro all'elicottero con la famosa figurazione sotto il dialogo, che andiamo a sentire di nuovo. Sì, eccola: dentro. Ok, allora qui abbiamo questo dipanarsi di queste triadi dei fagotti con il clarinetto basso, che creano una dissonanza molto sospesa, che ci toglie dalla sensazione di ancoraggio alla tonalità molto forte che avevamo sull'esposizione del tema. Il tema dell'elicottero è molto centrato sulla tonalità, lavora molto per asserzione, è molto assertivo come tema, sotto il dialogo invece galleggiamo, galleggiamo con una percezione meno marcata del centro tonale, fatta con dei rivolti, delle sospensioni e con un tema che viene comunque mantenuto, che viene traslato sulle diverse sezioni dell'orchestra, molto sui legni.
Ma noi, siccome abbiamo potenti mezzi, questa roba qui ce l'abbiamo anche separata. Ascoltiamola. Ecco qua riusciamo a vedere come si muove con le triadi dei due fagotti sopra, le linee superiori, il tema è esposto in arancione. E il clarinetto basso. È curioso perché questo movimento che in realtà, suonato dagli strumenti veri, è molto morbido.
Sì, certo, questo è... però così si sente anche meglio, per certi versi. Io suggerisco anche di magari provarlo a suonare a casa. Sarebbe anche... Fatelo a casa.
Fatelo a casa come esercizio. Ci porta quindi a mantenere la presenza dell'orchestra viva ma a creare quella culla, chiamiamola così, quel letto, su cui i personaggi dialogano, si muovono e riusciamo a percepire quindi non uno scollamento da ciò che è avvenuto prima, che era il tema espresso dell'elicottero, che dicevi tu, mantenere quindi una coerenza, ma non essendo distratti dalla musica, perché un'eccessiva centralità tonale ci porterebbe a un'attenzione, a focalizzare una attenzione. Johnny cambia continuamente tonalità, ma senza mai legarsi veramente. Questa è la cosa che mi è sempre trovato fantastica del suo modo di scrivere. Cioè, se voi guardate le partiture, spesso non hanno in chiave niente, perché giustamente non è rilevante.
Però si potrebbe a scopo di esercizio e in certe caso l'abbiamo anche fatto portare qualcosa in chiave, non perché sia necessariamente quella la tonalità in cui sta suonando, ma così, come centro di gravità permanente avrebbe detto Battiato. E questa cosa ci aiuta tantissimo, ci aiuta, a lui, lo aiuta tantissimo perché non essendo mai ancorato, e anzi cambiando continuamente il riferimento a un qualcosa di vagamente tonale, gli permette di stare in piedi. E già che l'hai accennato prima il ritmo di Barcarola, che già dal galoppo di prima diventa ritmo di Barcarola, e quindi porta a tutta, insomma, siamo in una scena di mare, siamo sul mare, a tutte le scene, questo ritmo, insomma, a parte che c'è anche in tanta musica lirica, ma insomma, in tutti i film degli anni '40, '50 di pirati, Errol Flynn hanno tutti questo ritmo di Barcarola, per cui il caro vecchio Johnny, insomma, ha fatto come dire un richiamo a quel mondo lì che è sempre bello. E poi è curioso vedere anche se uno può, ma anche orecchio si può sentire se si isola, è l'andamento del basso che a volte sembra quasi a caso.. E' il famoso "basso a caso" di John.
No, è vero adesso non usiamo un'espressione un filo più colorita, però il senso è assolutamente quello: spesso e volentieri tu guardi quello che fa il contrabbasso e dici: Ma questo do cosa c'entra? Cioè non è una nota di passaggio, non è una nota dell'armonia, è fatto apposta per non dare, per fare misdirection, Per toglerti sempre l'idea della tonalità quando il tuo cervello ha iniziato a crearsela. Quindi quando il tuo cervello ha iniziato... Ok, ho capito, sono qua. A centrarsi su una piattaforma, lui subito te la toglie, o te la toglie col basso, oppure te la toglie anche, vedremo avanti in maniera armonica e molto raffinata, per cambiarti, spostarti sempre l'attenzione e lasciare quindi il dialogo su un letto interessante, che ha senso, perché ti sta comunicando comunque tutto il senso che ti deve veicolare, senza però lasciarsi distrarre dal percorso armonico e quindi lasciando allo spettatore il fuoco e l'attenzione sul dialogo.
Vai! Qui altro cambio, sempre con l'arpa che ha fatto da... Ecco, le trombe, qui è stato un grande; qui è stato un grande, perché io avrei avuto paura a piazzare la tromba così sonora sotto un dialogo, perché già mi sarei immaginato il regista... "Ah, la tromba!" Invece riuscire a piazzare la tromba in un registro comunque acuto, cioè si sente, non è un colore, è una cosa assolutamente tematica e forte. Johnny...
è un grande, è un grande. Ultima esposizione del controtema sul clarinetto e ai flauti. E qui notiamo una cosa curiosa e nella partitura originale ovviamente sono segnate, ora si sentono emergono anche avendo alzato la musica, sottrato il dialogo, alzato la musica, si sentono anche delle campanelle orchestrali. Orchestral bells. E la cosa è curiosa perché istintivamente noi magari non ce ne accorgiamo almeno, lo spettatore non se ne accorge, però riceve questo suono cristallino, dei campanellini che ci richiamo a un mondo di festa, introietta lo spettatore comunque inconsciamente, indirettamente, l'idea che c'è un qualcosa, una sorpresa tipicamente piacevole, insomma come può essere quella del Natale.
Tanto è vero che in altre parti della partitura compaiono addirittura delle Sleigh bells, cioè delle campanelle delle slitte, quelle classiche del Natale. Ma sai, questo è un argomento di cui parleremo tanto in questi video, cioè il fatto come molte volte può essere anche un trucchetto da quattro soldi per amor del cielo, non sarà la trovata geniale, ma quanto è importante ancorare una situazione o un contesto magari storico o un ambiente a qualcosa di sonoro che te lo richiami in automatico come appunto hai detto tu per le Sleigh bells, per esempio. Adesso facciamo un fast forward e il gruppo raggiunge l'isola, raggiunge l'isola e noteremo in maniera simpatica che nonostante l'elicottero subisca, degli scossoni, però nessuno è preoccupato, grazie alla musica. Grazie, perché comunque c'è l'elicottero che va giù, prende dei vuoti d'aria, insomma potrebbe essere in un momento di tensione volendo, ma grazie alla musica nessuno è preoccupato né attori, ma soprattutto gli spettatori. Esattamente, quindi andiamo a vedere nella prossima puntata che cosa succede in questo benenetto l'elicottero perché...
Perché adesso sono curioso... Esatto, e da lì continueremo anche ad avere la nostra partitura su... Chi sa? Forse sì, forse no? Sì, io sono fiducioso, ce l'abbiamo.
Alla prossima!