Bentornati su Scoring for Films, una buona giornata da Vito Lo Re e Fabrizio Campanelli. Allora Fabrizio, oggi per te è una domanda facile, facile, facile. Chi ha scritto la colonna sonora di "Pirati dei Caraibi"? La so, questa la so. È facile. Zimmer.
Ecco. Allora, se l'ha scritta Zimmer, come mai sui titoli di coda del film troviamo questa scritta? Ops. Oggi infatti parliamo di... Oggi parliamo quindi di "Pirati dei Caraibi", questo fortunatissimo franchise e in particolare parliamo del primo film. "La maledizione della prima Luna." Al posto di Klaus Badelt ci doveva essere uno un po' più famoso, Tale Alan Silvestri, a cui era stata commissionata questa colonna sonora, visto che lui ha scritto tante score, per film di avventura, anche della Marvel.
E aveva già anche lavorato con il regista del film. Quindi il regista del film l'aveva tirato a bordo del progetto - il regista era Verbinski - ma alla produzione c'era il famoso Jerry Bruckheimer che era un tipo tutt'altro che facile con cui avere a che fare. Che non interveniva nei film, no? Allora, qui si tratta di capire dove la leggenda pesta i piedi ad altri tipi di narrazione. Ufficialmente non è stata una score rifiutata. Ufficialmente era stato incaricato Alan Silvestri, ma per pressioni in particolare del produttore si decise di switchare su Hans Zimmer.
Allora la versione ufficiale la possiamo sentire anche nel link in descrizione all'intervista ad Alan Silvestri dove lui stesso racconta chenon è esattamente una rejected perché lui non ha scitto la 1M1, cioè la prima musica. in realtà pare che qualcosa l'avesse scritta. Di sicuro c'è che Bruckheimer aveva già lavorato con Hans Zimmer. Pochissimo tempo prima, aveva uscito "Black Hawk Down" di Ridley Scott, prodotto a Bruckheimer - tra l'altro vinse 2 Oscar - e con la colonna sonora di Zimmer. All'inizio di tutti i film di Jerry Bruckheimer c'è scritto "A Jerry Bruckheimer Film." Quindi capite che è un produttore abbastanza "presente". Quindi Bruckheimer vuole Hans Zimmer.
Benissimo, chiamiamo il caro vecchio Hans. Pronto, Hans? Hans ha un piccolo problema, sia etico ma anche contrattuale. Il problema è che lui sta lavorando sulla colonna sonora de "L'ultimo samurai." E che cosa dice anche in diverse interviste? E la butta sul romanticismo, perché dice: "Io avevo promesso a Tom Cruise e ai produttori che non avrai interrotto questa "luna di miele" con loro. Ma secondo noi c'erano - al di là dell'etica professionale - delle penali grandi come un grattacielo.
Ma comunque, morale della favola: Zimmer non può risultare come compositore del film "Pirati dei Caraibi." Allora, ha una company fatta apposta di tanti compositori. Si chiamava Media Ventures, oggi si chiama Remote Control. E attenzione, c'è un altro problema: non c'è tantissimo tempo. C'è pochissimo tempo. E la leggenda vuole che la score sia stata prodotta da Zimmer, composta da tutta la pletora di compositori della Media Ventures e che l'abbiano composta tra le due e le quattro settimane. Silvestri in un'intervista dice: "Non lo so, non mi sembra così plausibile." Ma Silvestri non possiede la Remote Control con quattrocento schiavi!
Allora, quindi cosa succede? Le musiche vengono attribuite formalmente a Klaus Badelt che appare essere l'autore del main theme e dei temi principali daella colonna sonora ma coadiuvato da 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 compositori addizionali, tra cui Ramin Djawadi, Geoff Zanelli, Steve Jablonsky. Tutti compositori di un certo peso. E poi c'è anche l'esercito degli orchestratori, con in testa il mitico con Conrad Pope. Per cui Hans Zimmer risulta come Music Producer. Deus ex Machina.
Quando Zimmer fa i suoi concerti con le sue musiche porta sempre il tema di "Pirati dei Caraibi". La leggenda vuole che lui abbia fatto un demo nel corso di una notte e che il demo sia piaciuto. Dopodiché Badelt, coadiuvato dall'esercito di compositori, di arrangiatori e orchestratori farà questa colonna sonora. E del resto, nella musica di oggi per i film, vediamo sempre molta additional music, molti compositori addizionali perché c'è la tendenza sempre di più ad avere una mole di lavoro enorme in tempi stretti. Però questo abitua la produzione a vedere assecondate anche le richieste più assurde. E del resto, ai tempi - oltre all'indiscussa bravura di Zimmer - era anche un plus non da poco avere la possibilità di fare una colonna sonora di questo livello in tempi brevissimi: registrata in quattro giorni con il coro registrato a Londra e poi aggiunto dopo.
Insomma, quello fa tanto per il produttore. A me piace pensare a questo modo di lavorare di Zimmer (che lui ha portato dal un punto di vista proprio imprenditoriale) questa tipologia di lavoro a Hollywood. Negli anni d'oro c'erano grandi orchestratori ma generalmente il compositore era uno, gli additional composers erano meno. Lui fa un po' quello che mi piace chiamare "Il principio della bottega rinascimentale"; quando tu - nel Rinascimento - volevi farti fare un ritratto dal pittore di grido, c'era l'artista principale e gli aiutanti. Il pittore titolare ritaeva il viso, il resto veniva fatto dagli altri. Invece Silvestri apparteneva assolutamente alla vecchia scuola, così come Elmer Berstein.
Sì, perché se abbiamo visto un grande numero di compositori e anche di musice in questo film, tutto questo è ridicolo in confronto a quello che è successo in "Gangs of New York." dove Scorsese si fa prendere un pochino la mano... Scorsese era innamorato da tanto tempo di questo film. Pensa che questo film ha una genesi di 30 anni! Nel 1970 Scorsese legge il libro e gli piace tantissimo. Nel '79 - quindi passano già quasi 10 anni - riesce a comprare i diritti, ma si rende subito conto che è un film che sarà molto costoso e al momento non ha abbastanza soldi. La Universal gli propone 30 milioni di budget ma non bastano.
I primi interessati a produrre sono la Disney. Bello questo progetto, ci piace! Lo guardano e lo dicono "Mah... è un po' violento..." E quindi continua il ballo delle porte in faccia e il caro Scorsese, le prende dalla Warner Bros, dalla 20th century Fox, da Paramount, da MGM, un disastro! Apparentemente sembra che ci sia una maledizione, per cui non riesce a portare sullo schermo questo film. Finché nel 1999 arriva la Miramax e mette 100 milioni di budget.
Il film fu un grosso successo commerciale: costò 100 milioni e ne incassò 190. Però non è stato uno di quei film che ha decuplicato il budget investito. Allora, parliamo solo di sala, in più c'era l'home video... Quando produttore rischiava perché oggi il produttore non rischia più. Ai tempi c'era un certo Harvey Weinstein, che di lì a qualche anno qualche anno avrà degli altri problemi... Scorsese ha già lavorato in ben tre film con Elmer Berstein, Vieni a bordo e prepara la colonna sonora!
Siccome la genesi del film era stata trentennale, lui erano anni che stava parlando a Berstein di questo progetto. Tanto è vero che Berstein comincia a lavorare un anno prima. Per un anno, lavora, scrive e registra tutta la colonna sonora. Un anno è lungo. Però anche qui le cose non vanno come previsto. Perché Scorsese si fa prendere la mano, per una sua abitudine: inserire molte musiche di repertorio, molte canzoni...
Berstein approccia il film con il suo stile: grandissima orchestra con l'utilizzo di strumenti etnici, tra cui la cornamusa; cosa sarebbe l'Irlanda senza la cornamusa? E cosa sarebbe anche l'Italia senza pizza mandolino e mafia, no? Seentiamo la score di Berstein: la magniloquenza di questa bagpipe che richiama la Scozia e l'Irlanda... Cioè quel terreno di origine degli immigrati a New York. Possiamo sentire anche come forse sia un tantino troppo etnico o sovradimensionato. In alcuni casi ci sembra quasi sentire un western.
Sì, c'è un problema di scarsa comprensione tra Scorsese e Berstein. Ed è strano in un progetto con una gestazione così lunga. E con un anno anche di lavorazione sulle musiche. Avrebbero dovuto parlarsi e capirsi meglio, ma la cosa non è successa... Il problema, qual è stato? Berstein ha scritto una musica più descrittiva dell'azione e meno descrittiva dei personaggi.
Scorsese invece voleva una cosa diversa. E per raggiungere questo risultato Scorsese metterà tante musiche di repertori e canzoni. Tra l'altro, la musica etnica in questa score, l'avranno scritta degli irlandesi, immagino. No, no, no, è scritta da italiani! Tutte queste musice etniche irlandesi sono state eseguite da Mariano De Simone e Massimo Giuntini, che - anche se non si chiamano James O'Connor o Patrick McGuire - sono due musicisti specializzati in questo genere di musica. E quindi Berstein alla fine viene rifiutato.
Un altro grande rifiuto. Peraltro sarà una delle ultime colonne sonore, perchè morirà da lì a poco. Ma oltre a tutto l'insieme di canzoni, musiche e repertorio, viene sostituito Bernstein con Howard Shore. Un altro pezzo da 90. Un grande compositore che scrive una colonne sonora più aderente a quella che era la richiesta di Scorsese. Ci sono 86 pezzi musicali in questo film!
Che è un numero spropositato. Quindi gli interventi che scrive Shore sono naturalmente limitati. Quando si sale in corsa su un progetto, a fronte del minore tempo che hai, cerchi di non ripetere gli stessi errori. Shore mantiene comunque una parte di etnico in quello che scrive, però la musica va decisamente più incontro a quelle che erano la richiesta di Scorsese. Con tutta quella musica di repertorio. i margine di errore è minore.
E alla fin fine, Shore scrive tre pezzi, per questa colonne sonora... Shore, che aveva già collaborato con Scorsese ai tempi di "Fuori Orario", e che poi collaborerà ancora con "The aviator" e "The Departed". Fa il suo compito e porta a casa il progetto. Per cui, fondamentalmente, qual è la differenza tra il lavoro che ha fatto Bernstein e il lavoro che ha fatto Shore? La musica di Bernstein funziona, però è una musica un po' datata. Sono d'accordo.
Quanto dici che è un po' western.... Quel frammento che adesso risentiamo è identificativo di un impianto sonoro e di un modo di scrivere un po' datato. La colonna sonora di Shore è sicuramente più moderna. Ma questo non fu l'ultima difficoltà, che ebbe il film, perché il film uscì praticamente pochi giorni dopo l'11 settembre. Non so se vi ricordate, sale vuote.... Come la pandemia, quelle cose che non incidono sul botteghino.
In più il film finisce con l'immagine delle Torri gemelle oggi; era ancora una ferita aperta, per cui il film stette dormiente per un po' di tempo e ritornò nelle sale quasi un anno dopo. Ma la saga delle rejected scores non finisce qui. To be continued... Nelle prossime puntate vedremo quali altre vittime illustri ci sono state. Prima di salutarci iscrivetevi al canale e attivate la campanella. Se ne avete piacere potete perfino lasciare un like e magari un commento!
Alla prossima.