Bentornati a Scoring for Films da Vito Lo Re e da Fabrizio Campanelli. Allora, l'altra volta vi abbiamo introdottiun po' nel mondo... magico, ma non sempre granchè divertente, del rapporto tra il compositore e il regista, che bene o male è quasi sempre il Deus Ex Machina di tutto. Ricordiamo che i primi resti di un regista furono trovati in una grotta del paleolitico, con disegnato una macchina da presa. E fin qui, però, tutto sommato, ci può anche stare; perché pur con tutte le problematicità e le casistiche che abbiamo visto la volta scorsa alla fine, è giusto che ci sia questa dinamica e questo scontro, che poi in molti casi portano anche a dei risulati artistici notevoli. Il problema è quando la persona che mette bocca nella produzione musicale su ciò che è bello o non bello per il film, non è il regista, ma sono altre figure....
E ve le elenchiamo partendo dalla più importante, fino ad altre, un po' meno determinanti... Sulla più importante io potrei dire il produttore... Tu potresti dire il distributore, che oggi ha una voce in capitolo parecchio importante. Allora, il distributore - presumo lo sappiate - è colui che distribuisce il film nelle sale o sulle piattaforme... Io faccio un cioccolatino buonissimo... Ok, adesso dobbiamo vendere e far assaggiare il nostro cioccolatino.
Ma se non c'è il furgoncino che ci porta in giro... Ecco perché il distributore oggigiorno mette sempre più bocca nelle questioni del film. E siccome - l'abbiamo visto l'altra volta - l'ultimo nella catena di montaggio in film è il compositore, spesso e volentieri, a volte il distributore interviene e chiede modifiche al montaggio del film riguardo magari parti dell sceneggiatura che sono ritenute critiche. O che possono suscitare anche dibattiti, o magari andare incontro a questioni di censura. Ne avevamo parlato in Basic Instinct, in cui il distributore si è trovato qualcosa di particolarmente divisivo tra le mani... Il casino a cui andarono incontro fu a causa delle proteste della comunità Gay.
Il distributore, se non è sicuro del film, non lo distribuisce. E se non lo distribuisce... tu puoi aver fatto anche un capolavoro ma non lo vedrà nessuno. Ma il distributore a chi scrive le note? Al produttore. Il produttore ha il compio di raccogliere i desiderata della distribuzione e di riportarle a tutto il team.
Alcuni produttori sono quasi dei co-autori e intervengono in ogni fase e in certi casi, pestano addirittura i piedi a registra, no? Oppure, in alcuni casi, sono particolarmente forti e hanno il potere inaspettato di imporsi con la distribuzione. Il produttore spesso e volentieri mette anche lui bocca e dice: "La musica qui non mi convince..." perché, come detto, è l'unica cosa che si può cambiare in questa fase.. E cosa fa il compositore? Fa tre scene. Non tre scene diverse, fa la stessa scena con tre musiche diverse.
Una per il regista, una per il produttore, una per il distributore. Mi è successo, veramente. E chi ha vinto tra i tre? Il distributore. E la cosa divertente è che l'avevo preparato prima, perché sapevo benissimo che... il regista aveva la sua visione, il produttore tutt'altra...
Il distributore era esattamente una terza via... una terza via che io avevo previsto, anche perché c'era poco tempo e quindi me la sono preparata prima... Però questo puoi farlo su una scena, su due scene, mica su tutta la colonna sonora... Sennò scriveresti tre colonne sonore... Quasi... Infatti a un mio amico compositore, che NON sono io, è capitato di scrivere un'intera colonna sonora, alla fine della quale non andava bene niente e ha dovuto mi scriverla completamente da capo.
A me non è mai successo! Ma al mio amico sì.... Comunque, ricordiamo che il produttore ha poi spesso anche una sua propria visione del film che deve riusicre a far emergere col regista. Chi poi comunica col compositore? il produttore, il regista, ovviamente, ma a volte anche il montatore. Il montatore ha molta voce in capitolo.
Esattamente, perché il montatore lavora passo passo col compositore. Finisci di musicare una scena e subito la mandi al montatore. La prima cosa che fai, certo. Quindi tutte le modifiche che tecnicamente e artisticamente si realizzano sono sempre palleggiate tra il compositore e il montatore. In mezzo si inseriscono altre figure. Perché quelle che abbiamo detto fino ad adesso tutto sommato bene o male ci stanno...
C'è una figura bellissima che tu hai definito il "Non editore" e che spesso mette metteva bocca. Perché lo chiamiamo il "Non editore"? Perché negli ultimi anni il mercato è cambiato in maniera drastica e praticamente si può dire che la figura dell'editore non esista più; esistono ancora gli editori più grossi, spesso e volentieri, alcune case di produzione - all'uso americano - sono esse stesse gli editori della musica. L'editore fa soldi con la musica di un film, oggi in Italia? No, oggi no, oggi no. Una volta li faceva e aveva anche un ruolo imprenditoriale di rischio.
Rischiava, magari realizzando una colonna sonora impegnativa in termini di budget, in termini di artisti coinvolti, di organici... Rischiava nella previsione che quel film sarebbe diventato un cult, magari avrebbe fatto un successo incredibile al botteghino e lui avrebbe guadagnato tanti soldi. Oggi non è più così perché il successo incredibile al botteghino è molto raro, ovviamente, e quando si parla di successo si parla un po' come quella cosa triste del Disco d'Oro che era partito in milioni... E quindi, stante questi numeri, l'editore non ha grandi possibilità di fare grandissimi risultati economici. Quindi si ritrova sempre a dover barcamenarsi tra la produzione o il regista che chiede la luna e la vita reale. Al lato dell'editore ci sono altre figure, ad esempio il Music Supervisor.
Sì, che è una figura che in Italia è ancora relativamente poco utilizzata; negli Stati Uniti è una figura di grande importanza e di grande decisionalità per cui spesso il Music Supervisor non si limita semplicemente a fare delle proposte, ma esprime pareri. In più a volte - senza volere ovviamente sollevare dubbi sull'eticità di tutta la categoria - è nell'interesse del Music Supervisor togliere magari il tuo pezzo perché ne può mettere uno "suo" perché può essere legato a lui per questioni editoriali, può avere uno share, può avere una convenienza. Il Music Supervisor è il supervisore delle musiche che spesso parte proprio dalla musica di repertorio: canzoni, brani editi... e spesso il Music Supervisor ha un ruolo molto importante e molto creativo nel disegnare quel suono, quel carattere... Ci sono dei film che sono fatti dalle canzoni che contengono. Assolutamente, anzi ci sono film in cui il compositore della colonna sonora originale, magari fa ben poco, ma quel poco che fa viene trainato dai brani di repertorio scelti dal Supervisor - o dal montatore - talmente forti che si imprimono la testa dello spettatore che non sa in quel momento che quel brano bellissimo che funziona in maniera incredibile su quella scena non è una musica originale, ma un brano di repertorio.
Quindi tramite i brani di repertorio il Music Supervisor a volte costruisce una colonna sonora parallela a quella del compositore. Un'altra figura importante è quella del Music Editor: colui che fisicamente monta la musica che scrive il compositore sul film, in certi casi anticipando il montatore e facendo degli esperimenti. Io il Music Editor lo uso soprattutto come consulente, come un paio di orecchie in più; per cui non tanto per montare la musica su una scena, che è una cosa che si può fare - almeno in maniera grezza - in pochi minuti. Però in lavorazioni che hanno tempi molto limitati e a te magari in quel momento anche un'attività che ti fa risparmiare anche solo un'ora, ti consente di non perdere tempo. Il Music Editor sceglie - su quella scena che è stata accorciata - il taglio giusto, lo presenta al montatore, fa tutto un percorso che toglierebbe tempo a te che ti stai occupando di ben altro. Magari c'è stato un nuovo montaggio e lui prende il tuo pezzo e lo adatta, facendolo funzionare.
Altra categoria di persone che mettono bocca sono i consulenti musicali che in realtà dovrebbero essere, senza offesa, delle figure abbastanza a margine del processo di scelta della musica. Dovrebbero appunto essere dei consulenti a cui si rivolge per determinate esigenze, per determinate scelte... E per quello che diceva Fabrizio prima: essendo sempre i tempi molto stretti, magari quel lavoro che fa il consulente quelle due ore, le risparmia a qualcun altro. E qui stiamo scendendo lentamente negli inferi... A volte un regista si sente dire dal consulente musicale: "Questa musica non mi convince..." Allora, se è un regista strutturato dice: "Chi se ne frega se non ti convince..." e se è un regista magari un po' inesperto... Dice: "Ma non è che ha ragione?..." E da qui in giù siamo nella follia pura.
Siamo nella bolgia. Perché succede veramente che ci siano delle figure che lavorano nella casa di produzione ma che non hanno nessuna competenza, nessuna autorità, nessun ruolo musicale, che però dicono la propria opinione... A volte il produttore dice: "Ho fatto vedere questa scena alla mia segretaria e non le èi piaciuta"... Ognuno faccia il suo lavoro, no? Altrimenti noi impazziamo se diamo retta a tutti quelli che guardano il film e non sono convinti. Io ho qualche esempio veramente gustoso.
Su un film - non dico quale -c'è il delegato della produzione che è anche distribuzione, che inizia a muovere qualche perplessità sull'utilizzo dell'orchestra. E come mai? "Eh beh, perché abbiamo fatto 1, 2, 3, 4, 5 film con l'orchestra, adesso... Questo no." E tu dici... E quindi cosa devo usare, il tavolo? "Non lo so, qualcosa di diverso..." Il problema è che poi, quando questa cosa arriva da chi non ha nessuna voce in capitolo, però è ambito di chi deve distribuire il film, tu lo devi anche ascoltare, no?
E quindi far vedere che tu stai lavorando attivamente, e che stai trovando una soluzione. Perché questi, in fondo, non sono problemi di chi lancia l'ideona, no? Il compositore sei tu, il problema è tuo. Quindi io ti dico cosa vai e cosa non va. Poi risolvila tu, se tu l'esperto. Molte volte, soprattutto nelle strutture pubbliche, ci sono i famosi "dirigenti" che non tutti bene hanno capito esattamente cosa facciano e perché prendano degli stipendi così generosi, che in qualche maniera devono giustificare il fatto che sono lì, no?
Molte volte vanno veramente a trovare il pelo nell'uovo per giustificare il fatto che loro ci sono.. Sbagliando! Un'altra volta mi è capitato invece un commento del tipo: "E' possibile eliminare il pianoforte?" "...sì, ma perché?... "Perché sai... non mi piace molto il pianoforte... proprio il suono del pianoforte..." Ma noi ci preoccupiamo di cosa piace o non piace a te?
O ci preoccupiamo di quello che dobbiamo raccontare? Perchè non togliamo il colore verde dal questo film? Perché il verde non mi piace, no? In questo frangente come comportarsi? È molto difficile. Bisogna innazitutto avere sangue freddo e avere i nervi saldissimi.
Perché vi assicuro che quando voi lavorate in un periodo di tempo molto stretto, un numero di ore al giorno infinito, lavorate tanto per accontentare tutta questa serie di persone, poi arriva l'ultimo degli sconsiderati e per quello che dice quello lì, vi fanno ricambiare la scena... veramente spesso vi girano le palle degli occhi... E nonostante questo bisogna sempre cercare di accontentare. Molte volte è più una questione di atteggiamento... Alcune volte diciamo: "Guarda, ho fatto questa modifica..." Magari la modifica è minima. Però l'intenzione magari è apprezzata.
"Ora sì che il film funziona!" Questo non per voler prendere in giro nessuno assolutamente, ma perché ognuno deve fare il suo lavoro. E comunque, nell'organigramma del film, il primo a dover dire qualcosa è il regista, poi il produttore, il distributore e tutti quelli che abbiamo elencato. Però molte volte veramente è snervante cambiare una scena mille volte... Per fare questa attività che si chiama "musica applicata alle immagini" bisogna partire sempre dal presupposto che ciò che si sta facendo è un lavoro in continuo svolgimento e in continua modifica. E in continua collaborazione. Quindi non è pensabile che si svolga questa attività dando per scontato che la prima idea sarà quella giusta, che non ci saranno modifiche; ci saranno modifiche sempre: dall'inizio, al giorno prima della registrazione o della consegna.
Spesso e volentieri ho fatto delle scelte musicali di cui ero convintissimo e dopo averle modificate mille volte devo dire che il risultato finale mi ha convinto di più di quello che a me sembrava essere giusto in partenza. Perché adesso noi abbiamo raccontato le incomprensioni e su qualcosa abbiamo scherzato. Però il risultato è sempre frutto della collaborazione e degli input che arrivano da figure esterne da cui non solo non si può prescindere, ma che aiutano a costruire la tua sensibilità. E quando la tua sensibilità si accorda con quella dell'immagine della scena su cui tu stai lavorando, contribuisce a rendere la tua musica migliore. Ipse dixit. Bene, ci prendiamo una piccola pausa, ci rivediamo a settembre, non mancate, perché abbiamo una puntata in preparazione..
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