Bentornati! Nuova puntata di "Cosa c'è sotto", abbiamo lasciato nella scorsa puntata i nostri eroi lì lì sull'elicottero e adesso dobbiamo spiegare cosa succede adesso. Loro vanno verso una meravigliosa scoperta, intanto vedremo anche l'elicottero traballare ma a noi non ce ne fregherà assolutamente nulla perché il "sogno" che ci mette davanti John Williams con la sua meravigliosa musica toglie spazio a qualsiasi preoccupazione e quindi iniziamo a vedere. Vediamo! È il tema che parte con la pausa, bellissima! Qui c'è tutta la magniloquenza, tutta l'avventura.
Qui abbiamo esposto il tema, lui in questo caso affida tra l'altro il tema alle trombe. Non credo che lo stiano facendo i violini, credo che i violini in questo momento stiano facendo il ritmo. La fanfara, l'utilizzo del timbro ovviamente degli ottoni, in Williams è un altro... E' un altro che dei suoi cavalli di battaglia, fa proprio parte del suo modo di scrivere. Però qui ci porta dritti al trionfo. Ok, è ovviamente un tema trionfale, è un tema che possiamo riconoscere subito per il trionfo dei salti di quinta.
Proprio classico dalla musica trionfale, no? Classico, ci porta verso la sorpresa che ci ha fatto pregustare prima con l'attesa, con la sospensione del dialogo dal centro tonale, adesso entriamo diretti, dritti nella tonalità, anzi, con I V I V Proprio, eh, questa è una cosa proprio da primo anno, da primo corso, però... Però ha delle caratteristiche psicologiche che analizzeremo anche più avanti, perché è interessante notare anche come dalla struttura armonica che sta sotto, che è sottostante una linea melodica, un tema importante e portante come in questo caso, ci sono delle caratteristiche psicologiche che vengono esposte, e vengono quindi recepite inconsciamente dall'ascoltatore (in questo caso ascoltatore e spettatore), dettate anche proprio dalla successione armonica e, anche in questo caso, banalmente dagli intervalli, perché nella nostra cultura occidentale, ma ci sono anche delle basi naturali in questo proprio di percezione psico-acustica: il nostro cervello è abituato subito a cercare un centro gerarchico. Questa è la ragione per cui lui gioca a toglierti, come il tappeto sotto i piedi, questo centro gerarchico. Quando ci dà la possibilità di lasciarlo, in questo caso, il centro gerarchico che noi consideriamo come la tonica, se noi immaginiamo una scala, è la prima nota di questa scala; attorno a questo sole, a questa stella che attrae tutto che è la tonica, ci sono dei gradi che ruotano in maniera molto più forte, molto più attrattiva rispetto a questo centro, che sono il IV e il V. Quindi lavorare attorno a questi due gradi conferisce una percezione, attribuisce una sorta di autorevolezza, di autorità al carattere del tema, in questo caso quindi che si trasla nel trionfo, che è il primo senso che John Williams vuole darci nell'arrivo su quest'isola.
La sorpresa sta arrivando e sta arrivando, il miliardario pazzo ce l'ha fatta. Ci dice che c'è la fatta - eccentrico, eccentrico. Scusa non è pazzo: è eccentrico, ce l'ha fatta e noi andiamo a vedere che cosa. Cioè lo sappiamo già, vedi? Anche se non l'abbiamo... C'è qualcosa che ha realizzato.
Sappiamo che c'è qualcosa che c'è. È il tema di un uomo realizzato che finalmente è un uomo finito. Finito ancora non finito, ma... E rientriamo nell'elicottero. Secondo tema, proprio classico secondo tema, affidato agli archi, quindi le trombe vanno via, anche perché comunque... ecco qua, qui vedete, c'è questa scena che potrebbe essere in qualche maniera di pericolo perché ci sono dei vuoti d'aria, ma grazie al legato addirittura va in minore, vedi?
Si bemolle minore, ma che non dà nessun senso di tristezza, di pericolo, di mestizia zero, proprio zero. Siamo sempre nel trionfo, sempre nell'atmosfera della realizzazione ed è curioso notare, questa è una cosa che abbiamo voluto sottolineare, non è tanto un'analisi armonica, perché non ci interessa in questo momento fare un'analisi armonica, anche perché laddove non c'è un centro tonale definito, come in questo caso, quando entriamo dentro l'elicottero, è anche difficile, diciamo, categorizzare degli accordi. Però quello che interessa vedere, è come lui, eravamo in Si bemolle, entra nell'elicottero e ci porti con la relativa minore, che è il Sol minore. E con il basso, come lui vada a lavorare, andando a ingannare il nostro cervello, perché passando col Do nel basso, ci porta a dare un peso specifico alla nota di fa dell'accordo che è composto dai legni, da tante cose che adesso non stiamo a specificare, però ci inganna, permettendo al nostro cervello di shiftare, di spostare questo famoso baricentro tonale in maniera naturale, senza scossoni, senza traumi, andando a sospendere Vedi questo Re senza la terza, con la quarta e la seconda Queste cose qui lui le fa a piene mani che ti dici: "In che tonalità siamo?". Però ributta dentro il Sol, che ci permette con una settima del La, di reintegrare un po' quello che avevamo lasciato momentaneamente, diciamo così, uscendo dal sol minore, per andare poi non più sul si bemolle ma sul si bemolle minore. Quindi ritorna una terza sopra con una tonalità minore, con un passaggio elegantissimo che permette anche qui di dare un movimento che relativamente agli scossoni dell'elicottero ci porta a un'idea di un dinamismo, di una dinamica.
E al contempo nessuna percezione di qualcosa di grave; nulla può turbare il viaggio eroico, del miliardario eccentrico che ce l'ha fatta, E i nostri approdano finalmente all'isola! E quindi abbiamo avuto l'attesa per il regalo del miliardario agli ospiti; la percezione del trionfo, quindi del miliardario che ha realizzato. Abbiamo creato le condizioni per... Perché questo è molto importante, Fabrizio, all'interno di una colonna sonora. Una cosa di cui parlo spesso anche sul mio canale, il problema è che molte volte, magari il regista ti chiede, "Musicami in questa scena, vediamo se la musichi bene" ma una scena di per sé ha poco senso, se la non vedi dall'alto di tutta la colonna sonora. Quindi qui abbiamo creato (Io e Johnny) abbiamo creato le condizioni per quello che dicevi tu.
Quindi l'aspettativa, la realizzazione e adesso per mano ci porta nel punto in cui i protagonisti resteranno naturalmente a bocca aperta. Vediamo come lo fa, perché qui faccio pubblica ammenda, perché io l'avrei buttata un po' in caciara. E invece Johnny la risolve con un'eleganza clamorosa. Sì, perché comunque, se vogliamo tutto il percorso di questa scena, è un po' un compendio della composizione di musica da film. Perché dentro ci sono tutti gli elementi che, come dicevi tu, vanno dalla generazione delle aspettative, alla stessa caratterizzazione dei temi che sebbene è trionfale ha una declinazione che non è rivelatrice ancora. È rivelatrice della psicologia del gruppo.
E quindi è come se potessimo vedere la psicologia del gruppo che si sviluppa e procede dall'attesa, all'immaginazione, alla prefigurazione di quello che potranno vedere e a quello che vedono adesso. Questa scena la conosciamo tutti, quando loro vedono il dinosauro per la prima volta. Ti ho detto io forse qui l'avrei buttata un po' in caciara con qualcosa di più. Invece archi, elegantissimo. Qui vedete il 6/4 che usa per allungare la battuta perché vuole arrivare sul tema, quando è meglio inquadrato il dinosauro, Una transizione interna alla battuta. Quindi qui abbiamo la sacralizzazione.
Certo, è il termine giusto. Vedi anche la solennità! E' solenne. Per dare importanza a ciò che era stato preparato prima, quindi le aspettative generate con i temi del percorso verso l'isola, l'approccio all'isola. Quindi il dinamismo interno psicologico della grande attesa con il rallentamento totale del tema, viene sacralizzato. Quindi eravamo partiti con il galoppo.
Adesso siamo a... abbiamo rallentato il tempo; rallentando il tempo, si va verso sacralizzazione e solennità. E guarda l'eccentrico come è, legittimamente, soddisfatto di sé. E la musica, insomma, ce la dà tutta questa soddisfazione. E ride, sorride, contento, perché ancora non sa... Che andrà tutto in vacca da lì a poco.
Però in questa fase è giusto che sia contento. Esatto, andiamo avanti a finire il tema. Ce l'ha fatta. E qui, guarda, quando parliamo di un grande come Williams, forse non c'è niente di lasciato al caso, evidentemente. Però come viene bene quella battuta lì dell'incredulità, di quelli che comunque erano scettici, lui era, come dire, era il cold-eye esterno doveva essere, no? Come viene perfetto sulla battuta di incredulità è...immenso Esattamente, perché è come se, idealmente, la musica sta dando lo specchio, in questo caso, di ciò che vivono i personaggi nella nostra testa.
E quindi è come se Williams ci avesse portato in una cattedrale e noi avessimo detto: "Wow, questo architetto ha costruito una cattedrale incredibile. Perché la musica che ci dà la costruzione ideale di quella cattedrale ha una solennità così estrema che anche la battuta, quel maledetto figlio di buona donna, ce l'ha fatta. E quindi va a sacralizzare. E quindi noi abbiamo, su un movimento di tre scene, di tre frammenti di scena, di una scena poi se vogliamo unica, abbiamo tutto un percorso portato avanti con un'orchestra enorme, una dinamica, un'esposizione che tocca tutti i colori possibili, una tonalità che viene spostata in continuazione, con una coerenza di base, di fondo, che lascia stupefatti. Un'altra cosa che pensavo, e forse questa è una ragione per cui ci lascia stupefatti, perché come hai detto giustamente tu, fino ad adesso anche nella parte più tematica, dove siamo sull'elicottero, eccetera, eccetera, è tutto volutamente spostato, appunto non abbiamo un centro, come detto più volte, ormai. Arrivato lì, pom!
ecco questa roba qui ti ferma, ti fa una progressione armonica anche molto, molto semplice, alla fin fine però ti dà veramente quel senso di arrivo, cioè hai creato le condizioni, perché tu questa scena qui, la veda... così.. proprio perché prima la musica, ovviamente oltre a dialoghi, oltre al regista come ha girato, il montaggio, tutto quello che vogliamo, ma la musica ci ha creato questo senso di non trovare un centro, qui il centro se lo troviamo bello, forte, chiaro e ci dà il... Esatto, quindi di nuovo questo ancoraggio fortissimo, perché noi compositori o chiunque si approcci anche allo studio di una partitura di John Williams o anche solo all'ascolto di un colonna sonora di John Williams, rimane stupefatto dall'architettura orchestrale e armonica... Allo stesso tempo di una complessità enorme, ma allo stesso tempo di una semplicità enorme, Non ti sembra di ascoltare Anton Webern, insomma, è vero? No, è un ascolto coerente e ancor prima che un grande orchestratore, un grande tessitore di armonie, John Williams è un grande costruttore di temi.
Allora, a proposito di orchestratore, già mi immagino qualcuno ce lo chiederà quindi anticipo la domanda sotto nei commenti. Chi fa le orchestrazioni di John Williams? Come ci dice anche il nostro buon amico Privitera di Colonne Sonore che salutiamo. Ciao Massimo. Ciao Max. Colonne Sonore, la rivista di musica da film, Colonnesonore.net Dunque, Williams si affida agli orchestratori Courage e Neufeld, perché il suo sodale Spencer era venuto a mancare.
Da poco. E alcune sessioni furono dirette dal pianista Artie Kane, che era anche compositore, nonché marito di Joanne Kane, che era la copista storica, tra l'altro la depositaria, non solo delle partiture di Williams. Ti rendi, se questa non si è fatta delle copie, cosa ha in casa? Incredibile. Io andrei a casa sua non per rubare soldi, non per sottrarle le partiture. E infatti, quando faremo concerti di colonne sonore dovremmo chiamare la cara Joanne e dire, "Ci dai le partiture di Williams?" Anticipo una domanda che, s0 già che ci faranno i giovani virgulti della composizione per immagini nei commenti.
Il fatto che un compositore, anche di formazione classica come Williams, non orchestri quello che scrive, che senso ha musicalmente? Allora, Williams può orchestrare questo e altro, e ha orchestrato questo e altro. Molte volte succede però, che per questioni strettamente di tempo, dovendo magari scrivere 80, 90, in certi casi 100 minuti di musica, ci si affidi a degli orchestratori esterni. Tenete presente che comunque Williams scrive sempre degli sketch già molto dettagliati. Cioè, non si limita solo a fare una cosa, diciamo, tipo riduzione pianistica. Dice: "Questa cosa qui la fanno i tromboni.
Infatti facciamo vedere anche una pagina del manoscritto. Di modo che sia chiaro, perché poi comunque l'orchestrazione poi dà anche il suono. Se l'orchestrazione non fosse sua, il suono è discutibile. E ricollegandoci a quello che dicevi all'inizio, vedrete qualcosa di particolare Dai, tirala fuori! C'è un punto in cui il nostro amato John, checché ne dicano i puristi, ha scritto di suo pugno, almeno crediamo che non sia stato indotto sotto tortura, ha scritto Synth Brass. Oh!
Forse perché sai cos'è, forse non aveva il budget! Voleva 24 corni. E gliene hanno dati 22. E allora cosa facciamo? Rinforziamo i corni. Che non è una cosa...
Se vediamo, ci sono le sesse note, quindi ha rinforzato i corni. Pari pari. Gi serviva, voleva uscire. Gli serviva probabilmente più punta del suono e quel carattere timbrico che ha un attacco così magari deciso, che solo con i Synth riesci a forzare nel mix finale. Sì, perché sai, perché i miei amici direttori d'orchesta già ti diranno "Ma no, non è vero! Con dei brass di quella qualità, come ovviamente hanno, se la concerti bene, li tiri fuori." Eh, no, nì.
Nì. Perché poi vai a sentire il mix. Cioè, in linea teorica è vero. Poi in pratica, se Williams scrive di aggiungere i Synth ci sarà una ragione. Eh, sì. E quella ragione non è il budget.
Anche perché noi comunque ricordiamo che poi sarà anche il tema non della prossima, ma di una delle puntate successive, sempre a partire dallo score di Jurassic Park, il suono che noi sentiamo nel film, nella sala, e oppure anche nella registrazione che andiamo a riascoltare della conona sonora, è un suono che ha un lavoro sul missaggio, prima ancora sulla registrazione, prima ancora sulla scrittura, ovviamente: scrittura, registrazione e missaggio, che crea un insieme sonoro che è diverso da quello di un concerto dal vivo. Assolutamente, assolutamente. Quindi anche ciò che andiamo a sentire, non è semplicemente frutto dell'esecuzione dal vivo che viene presa, ma vengono caratterizzate, esaltate alcune sezioni, alcuni momenti. Tanto è vero che lui poi quando fa i concerti dal vivo con l'orchestra, le partiture sono quelle, ma non sono mai identiche nell'orchestrazione, dico, a quello che è stato fatto sul film. Il suono dal vivo, come hai detto giustamente, ha un'altra concezione, un altro sfogo, un'altra necessità espressiva, e quindi vengono fatti dei correttivi sull'orchestrazione. Io direi che lasciamo quindi questi piccoli sassolini lanciati nello stagno per le prossime volte.
Assolutamente. Lasciamo anche il link per visionare e scaricare le pagine che abbiamo inserito sopra le immagini, così se uno volesse dare un occhio alla riduzione, o comunque alla trascrizione del manoscritto o alla riduzione pianistica, lo può fare, e può anche vedere, praticamente, anche provare a suonare ciò di cui abbiamo parlato finora. Per cui che dire, ci vediamo la prossima puntata, settimana prossima, non mancate. Gli diciamo o non gli diciamo di cosa parleremo? Non glielo direi. Sennò è troppo facile.
Non mancate, intanto iscrivetevi al canale, questo è obbligatorio, e attivate la campanella così potrete essere informati appena sarà pronto il nuovo video, ma tra pochi giorni, abbiate fede, Arriverà. Credo. Alla prossima. Ciao!