Rieccoci con Simone Coen, continuiamo il discorso sui microfoni che abbiamo iniziato la volta scorsa. Ci dai qualche consiglio relativo a come registrare in casa un violino, un violoncello, una viola... Allora, prima dei microfoni c'è il problema dall'ambiente. Prima di arrivare a acquisire un suono, quel suono deve avere una natura buona. E noi lo diciamo anche nelle orchestre, no? Abbiamo fatto sentire il suono delle sale; come e quanto può influire il suono dell'auditorium e nella stanza di casa nostra è la stessa cosa.
Cè chi dice che il grosso del budget - se uno deve farsi uno studio - deve essere messo non sulla strumentazione, ma sulla insonorizzazione. Confermo. La prima cosa da fare è usare il proprio orecchio: trovare all'interno della propria abitazione il a posizione in cui, suonando il proprio strumento, ci si senta al meglio. Per l'acustica i parallelepipedi in cui viviamo sono il peggio del peggio... L'unica cosa peggiore è un cubo. I parallelepipidi non piacciono all'acustica, non piacciono alle onde acustiche.
Innanzitutto troviamo un posto dove ci sentiamo sufficientemente bene. Poi, cercare di utilizzare quello che avete a disposizione, per cui cuscini, divani, etc., per cercare di "domare" un po' il suono. Ad esempio io subisco tanto, proprio nell'orecchio, le brutte riflessioni delle piastrelle in ceramica. In quel caso, dei sani, buoni, vecchi tappeti sono utili. Sì, perché altrimenti rischiamo di suonare bene, avere un buon strumento e un buon microfono, ma di avere un risultato cattivo comunque. Il buon risultato è figlio di una serie di buone decisioni.
Per cui, una volta sistemata la questione ambiente, posizioniamo il microfono. Bisogna stare molto attenti alle caratteristiche del microfono stesso, vedere come si interfaccia con l'ambiente. Non pensare allo strumento da registrare, ma ancora prima alle caratteristiche dell'ambiente. Quasi tutti i microfoni entry level hanno come caratteristica direzionale quello che si chiama "cardioide", cioè quello a forma di cuore. Questo è un microfono direzionale, significa che nella parte frontale prende il suono e nella parte posteriore lo attenua. lo attenua.
Questo aspetto è positivo e tutti i microfoni più economici hanno questa caratteristica che è utile nella maggior parte delle situazioni. Questo è un aspetto vantaggioso, però il posizionamento del microfono è molto importante in relazione all'ambiente e solo successivamente allo strumento. Per esempio: il violino emette il suono in gran parte verso l'alto. Per cui la posizione principale per riprendere il violino sarebbe quella dall'alto, fondamentalmente. Non potete registrare troppo da vicino il suono del violino, perché - a meno che non stiate ricercando un suono tipo fiddle americano, o country - nell'ambito, per esempio, della musica da film o della musica classica, una ripresa ravvicinata suona tendenzialmente male, perché sentite molto lo sfrigolio dell'archetto, l'attacco del suono, i rumori, etc. E' quindi importante registrare sufficientemente da lontano per avere una prospettiva che sia più gradevole all'orecchio.
Ora, questa cosa però fa pugni con l'ambiente e con il fatto che nelle case abbiamo il soffitto in genere a 2,70 m. Un possibile suggerimento è tenere il microfono direzionale il più lontano possibile, non dico sul soffitto ma vicino al soffitto, e se possibile suonare seduti, perché stando seduti aumenta la distanza. Se voi suonate in piedi, siete più o meno a metà dell'altezza del soffitto, e questo acusticamente non va bene. Questo per dare un'idea. Ci sono i cosidetti "nodi", cioè punti di riflessione che si sommano tra loro e creano una zona particolarmente risonante o particolarmente attenuata che è acusticamente dannosa. Invece, se dovessimo registrare un qualcosa che esce da un amplificatore, una chitarra elettrica, ad esempio?...
Questa è una cosa che in casa si può fare - vicini permettendo - in modo molto più tranquillo, perché da sempre il suono degli strumenti elettrici, è stato registrato dagli amplificatori e da vicino. Quasi sempre con microfoni direzionali, dinamici o a condensatore ma molto ravvicinati. Questo comporta che se voi alzate il volume - non serve alzarlo tantissimo - avrete un ottimo rapporto segnale/rumore, dove per rumore intendiamo la quantità di stanza che rientra nel suono. Cosa che invece, per riprese acustiche, è tendenzialmente un problema; abbiamo fatto l'esempio del violino che ripreso da molto vicino non è bello, ma per esempio anche la voce - fatti salvi alcuni casi tipo sussurri e cose del genere - non è particolarmente bella, se ripresa molto da vicino. Ma a proposito di voce, a volte vedo quelle "cose" che fanno così, a prima vista, tendenzialmente dalla parte sbagliata, ovvero perché dovrebbero essere dietro la mia nuca, anziché dietro la parte posteriore di un cardioide che tendenzialmente ha già attenuata quella parte lì. Ma servono?..
Dipende. In linea di massima quello che dici tu è corretto. Allora quello che si cerca di fare con quegli amminicoli è fondamentalmente... Scusate, magari è caso che lo specifichiamo: stiamo parlando di quelle specie di scatole che si vendono anche online, e che promettono risultati strabilianti. C'è neanche una terribile, che è una specie di bugigattolo in cui tu entri... se non sei claustrofobico!
Quello che diceva Fabri ha un senso. Cosa cercano di fare questi strumenti? Non tanto di limitare le riflessioni sulla parte posteriori del microfono - che appunto è comunque meno sensibile - ma di bloccare quanto più possibile il suono incidente in modo tale che non arrivi alla parete frontale per poi tornare indietro. Perché ricordiamo che, anche se non sembra, tutto ciò che entra nel microfono non è solo il segnale diretto, ma è un bombardamento di riflessioni che la stanza ha e che va inevitabilmente a creare il timbro che il microfono sta acquisendo. A volte l'estremo è chiudersi magari nell'armadio... Lì ha un senso per le riflessioni, ma non ce l'ha per la costruzione del suono, perché in realtà il suono "pulito" è brutto, è scarico, è povero.
Abbiamo bisogno delle riflessioni. Se noi andiamo in una stanza anecoica, diventiamo pazzi nel giro di 15 minuti, perché l'assenza totale di riflessioni ci manda fuori di testa, Non la percepiamo come naturale... Io li ho avuti, ora non li ho più. Ho provato a usarli e in un paio di situazioni sono stati abbastanza utili; in altre situazioni, totalmente inutili. Quello che suggerisco io è: se l'avete, continuate a usarlo; ma una soluzione interessante è mettervi di spalle a una parete, il microfono è davanti a voi; quella parete la potete pannellare anche con una tenda o una coperta pesante per assorbire le riflessione della parete; poi eventualmente quell'aggeggio lì, vi aiuta a gestire questa cosa; però più state lontani dalla parete frontale rispetto a dove voi emettete e meglio è. Quale microfono secondo te è adatto?
Allora, qui apriamo un can of worms... Tutti i ragazzi mi dicono "devo registrare la voce"; la prima cosa che chiedo è: che voce? che registro, che tipologia, che timbrica, che genere, perché cantare metal o opera non è esattamente lo stesso. In linea di massima un microfono a diaframma largo, perché tende ad avere una risposta più gradevole sulla voce umana. E' importante in realtà non tanto quale microfono, ma che questo microfono si adatti alla vostra voce. Anche a me, quando capita di dover consigliare a un cantante o una cantante, un microfono, cosa facciamo?
Prendiamo in prova i microfoni e li registriamo qui, perché capita che nella stessa famiglia di microfoni, di uno stesso marchio, ci siano, paradossalmente, un microfono che costa tantissimo, che si accoppia malissimo alla tua voce; E invece capita di trovare un microfono che costa pochissimo, che diventa una bomba, in grado di esaltare le caratteristiche della voce. Ciò diventa un grosso vantaggio in situazioni precarie, i cui non puoi portarti tanti equalizzatori o outboard. Un microfono scelto in maniera corretta sul tuo timbro, è già pronto per essere usatos, senza dover dipendere da ulteriori effettazioni. Una delle cose che mi capita di fare è ricevere cantanti in studio, proprio per valutare i microfoni. Ho la fortuna di avere molti microfoni, e per cui abbiamo la possibilità di provarne diversi. E trovare quello giusto.
Poi, altro piccolo shameless self-promotion: periodicamente nel mio studio, a Cernusco Lombardone, teniamo dei giorni di testing gratuiti; invitiamo distributori e produttori di microfoni a mandarci materiale e poi chi vuole, si iscrive gratuitamente e viene a provarli. L'aspetto fondamentale che tu hai toccato, vorrei espanderlo leggermente: meno si fa a un suono, più il suono ne guadagna. Il microfono dovrebbe esaltare tutti gli aspetti positivi della vostra voce e al contempo cercare di mutare leggermente i piccoli difetti. Facciamo un esempio: Neumann U87 è il microfono per eccellenza per almeno per due o tre generazioni. Il Neumann U87 ha una caratteristica timbrica molto specifica: visto che è fatto anche per il parlato, sostiene 2/4 kilohertz la risposta in frequenza. Per cui è un microfono che su una voce, per esempio, su una voce nasale sale tende a renderla ancora più nasale.
Fino a che c'erano dei cantanti, quelli che studiavano e che curavano la voce, era un microfono ottimo per i cantanti. Con delle voci invece meno curate e più "personali" o con delle voci un po' "puntate" o aggressive, quello è il microfono che si adatta di meno. IO l'U87 lo uso forse una volta all'anno... Non voglio dire che sia un brutto microfono, un bellissimo microfono, ma ci sono moltissimi altri microfoni che si adattano di più. E chiudiamo con lo strumento con cui io sono cresciuto: il pianoforte. Per avere quel suono da colonna sonora molto ovattato alla Arnalds che cosa useresti?
Allora, la risposta è che in realtà c'è tutta una catena. Ci sarebbe tutta una catena, per cui il discorso sarebbe lungo... E noi in parte questa catena l'abbiamo fatta vedere su American Beauty. Abbiamo fatto vedere su American Beauty come si passava dal pianoforte qua in studio a quella sensazione ovattata con tutta una catena di effetti. Ma andiamo a vedere come si può fare in un altro modo. Coperchio chiuso o aperto al minimo, microfoni scuri, per cui direi Ribbon.
È forse il modo più economico per iniziare ad arrivare a quella destinazione. Viceversa utilizzando microfoni più hi-fi - come sono ad esempio i condensatori - si rischia di andare un po' fuoristrada e di dover poi fare tanto, tanto altro. Dove posizionare i microfoni? Se è chiuso, naturalmente fuori... Se è aperto poco, potete provare a metterlo proprio sulla apertura ma secondo me la cosa migliore è che qualcuno che vi suoni il piano e voi giriate e sentiate dove trovate quel tipo di suono lì. Non è escluso che anche a coperchio aperto si possa ottenere quel tipo di effetto, trovando la posizione corretta.
Avere un posizionamento con un microfono - anche a condensatore - però verso la coda del piano, vi restituisce un suono un po' più distante, un po' più ovattato, un po' più sognante... Nel complesso dobbiamo limitare le risonanze perché appena noi entriamo dentro al pianoforte c'è il mondo di risonanze. E per quel tipo di sonorità possono essere utili. Uno dei miei strumenti virtuali di pianoforte che si chiama O.D.D. è quasi tutto registrato con diversi set di microfoni ma sono tutti microfoni low-quality messi in posti strani: sotto al pianoforte... l'idea era proprio quella di creare dei suoni non fedeli ma che restituissero invece un un qualcosa di un po più concreto, di un po' più "lurido"...
che secondo me proprio per l'utilizzo filmico è assolutamente adatto. Ok, questo sul coda; sul verticale dove li mettiamo? Allora, il posizionamento "Abbey Road" è col verticale aperto e con estremo sinistro ed estremo destro. Questo è un posizionamento che però va bene per esempio piano e voce perché perché ha una stereofonia molto ampia e molto "poco educata" che però nel caso in cui ci sia la voce in mezzo - o qualsiasi altro strumento che guida - allora sta bene Trovo anche molto interessante la microfonazione del sotto del pianoforte, quel punto è molto interessante da microfonare. Oltre che il dietro... Io credo che qualche risposta l'abbiamo data; non abbiamo risolto i problemi dell'umanità...
Ascoltate quello che vi piace a vostro gusto e poi ove possibile affidatevi a un professionista. Simone tornerà a trovarci... alla prossima puntata!...