Bentornati a Scoring for Films da Vito Lo Re e Fabrizio Campanelli. La famiglia anche questa volta si è allargata, oggi. Chi abbiamo come ospite? Creature fantastiche! Un cervello non in fuga. Qui abbiamo una eccellenza italiana.
Come la mozzarella di bufala... Emanuele Paravicini. Benvenuto. Grazie ciao a tutti. I nostri amici ne hanno già sentito parlare perché ho usato in diverse occasioni gli SWAM. La volta scorsa abbiamo fatto una puntata sui suoni campionati e oggi vediamo, non ti voglio dire un competitor ma un altro modo di intendere il suono virtuale.
Emanuele con Stefano Lucato e tutto il team della Audio Modeling è uno dei creatori di questa tecnologia che a me ha fatto esplodere il cervello. Oggi parliamo di una cosa veramente particolare ma prima di introdurvela facciamo vedere una cosa.... Ti è piaciuto come hanno suonato? Sì, direi. Dobbiamo svelare un piccolo segreto: non abbiamo ascoltato proprio quello che stavano suonando le persone riprese nel video ma stavamo ascoltando gli SWAM. E questa è la cosa incredibile.
Raccontaci come è nata l'azienda, chi ha avuto l'intuizione e qualcosa di voi. Nasce tutto a fine 2009, ricevo una mail da Stefano Lucato - il cui nome avevo letto su una rivista di tecnologia musicale - e mi dice: "Ho un progetto in mente, visto che tu sei un ingegnere del software, ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a svilupparlo". Lui stava lavorando su Kontakt ma non riusciva perché Kontakt è un campionatore e lui vuole a fare qualcosa di molto più modellato. Io ho preso la palla al balzo e ho gli detto "va bene, ti aiuto". Abbiamo lavorato per quasi due anni al primo strumento che era il Sax Soprano Prano che abbiamo uscire nel 2011 e ha avuto grande successo. Da lì siamo cresciuti, nel 2017 abbiamo aperto "Audio Modeling", siamo cresciuti ancora e adesso siamo tre soci e dieci dipendenti che sviluppano plugin e altre soluzioni.
Allora, spiegaci nei termini più semplici qual è la differenza tra una librera di samples e quello che fate voi. La libreria di sample è una collezione di tantissimi sample registrati e c'è un algoritmo che li seleziona a della velocity o dell'articolazione selezionata. La modellazione invece si basa sulla virtualizzazione matematica di un sistema meccanico per ottenere certi output. Proprio come la realtà: con un violino tiriamo l'archetto che - sfregando contro la corda - mette in risonanza la corda. La stessa cosa succede nel mondo digitale, noi creiamo le condizioni digitali per far oscillare questi numeri secondo delle leggi matematiche e fisiche che abbiamo studiato per anni e che emulano il comportamento dello strumento meccanico. Che differenza c'è tra ciò che fate voi e una tastiera degli anni '70 che aveva ad esempio il suono del clarinetto.
Allora, su quelle tastiere il suono viene generato tramite un oscillatore, ovvero il clarinetto più o meno ha una forma d'onda quadra, quindi cosa si faceva? Si partiva già da risultato: se so che devo ottenere un'onda quadra, creo un oscillatore che ha già un'onda quadra. Però ovviamente facendo così non hai tutte le sfumature che ha un vero strumento. Invece la modellazione fisica parte dalle condizioni che poi faranno generare quella forma d'onda; quella forma d'onda è il risultato finale di processi che simulano il comportamento acustico dello strumento. Apriamo la sessione dei nostri amici che hanno suonato a loro insaputa e vediamo...qualche automazione... che anche come quadro moderno non è male...
Abbiamo un sacco di automazioni e questo significa che abbiamo un sacco di possibilità espressive. Questa demo è stata fatta da Luigi Zaccheo, che è professore della St. Louis di Roma. E' un'automamente molto ben riuscita, con un grande livello di raffinatezza. Qualsiasi scelta nell'utilizzo degli strumenti è sempre una scelta di trade-off. È un compromesso tra le risorse che abbiamo da impiegare - compresa anche la risorsa tempo - e l'obiettivo che dobbiamo raggiungere.
Non è sempre necessario automatizzare tutti questi parametri. Dipende dal risultato che si vuole ottenere. Ovviamente questo è stato fatto proprio per far vedere che è possibile controllare tanti parametri e quindi ottenere tutte quelle nuances che servono per ottenere quella performance. E noi vediamo nell'interfaccia i controlli, a partire da quelli più importanti. I più importanti sono nell'home-page e poi ci sono tutte le pagine che ti permettono di navigare tutti i vari parametri. Ad esempio, nel timbro possiamo scegliere l'instrument body, cioè il tipo di cassa armonica.
Abbiamo dato dei nomi di città italiane fino a arrivare al violino elettrico, che è quello senza body. Questo è molto utile quando si crea un piccolo ensemble per diversificare, così non suonono tutti nella stessa identica maniera. Come in un'orchestra vera, un cui ognuno ha un violino diverso, no? Quando comprate uno SWAM non comprate uno strumento, ne comprate tantissimi; Quasi infiniti perché puoi agire su tanti parametri. Nelle sample libraries prendi quel violino campionato, è difficile che tu abbia tre, quattro violini solisti campionati. Quindi questo è un altro vantaggio.
Un'altra cosa che trovo interessante è il bow noise. Puoi decidere quanto rumore senti dell'arco, ma addirittura la quantità di pece. La pece messa sull'archetto determina queste sfumature durante i cambi d'arcata o durante gli attacchi. Magari se fai un colpo solo d'arco non te ne rendi conto, ma se senti nella performance... Ad esempoio, nella musica barocca, in cui si sente tanto questo grip molto aggressivo sulla corda; lì magari ci interessa far sentire di più la pece. E poi, Emanuele, abbiamo qui anche una cosa curiosa: il pitch.
Il master tune è stato abbassato a 415. Infatti, rispetto alla registrazione originale - che sentiamo adesso mentre parliamo - il tuning degli SWAM è stato allineato. È allineato perché la registrazione suona effettivamente più bassa del 440. D'altronde sul repertorio Barocco, generalmente il LA è sempre molto, molto basso, non si fa mai a 440. Questo non è uno stretching del il campione, ma è proprio un rilassamento della corda che quindi ottiene un pitch più basso. Non ti chiedo neanche come fate a ottenere questo risultato, non lo voglio sapere!...
Sentiamo il violino solo. Voi avete avuto la meravigliosa idea non solo di offrire la modellazione del singolo strumento, ma anche della sezione. Infatti qui sentivamo il violino solo, ma noi possiamo sentire anche la sezione dei primi di cui possiamo anche scegilere il numero di players. Questa è un'altra cosa importante perché abbiamo detto l'altra volta parlando dei samples che ovviamente ogni library ha un suo numero di musicisti con cui è stata registrata. Qualcuno magari la fa con 14 violini primi, qualcuno di meno... Poter scegliere il numero di musicisti é interessante, no?
Sì, abbiamo scelto questa opzione: per ogni sezione di violini è possibile scegliere dai 4 ai 6 violini, quindi piccole sezioni, ma se uno vuole delle sezioni più grandi userà magari due o tre tracce per ottenere un ensemble più grande. La sezione non può esistere senza una spazializzazione. Ok, quindi noi in realtà abbiamo modellato anche lo spazio in cui stanno questi strumenti. Perché il suono dell'ensemble è anche molto influenzato dallo spazio in cui stanno, dalle riflessioni... Quando hai una sezione grande è chiaro che le riflessioni del violino che hai a sinistra o del violino dietro di te arrivano alle tue orecchie o ai microfoni che stanno registrando in modo diverso; Interagiscono tra loro con degli sfasamenti e dei phasing che danno questo realismo. Ecco una differenza rispetto al campione: se noi vogliamo ampliare con dei campioni e li sommiamo, non è la stessa cosa che - nel caso del campione - registrare quel suono con un organico più largo; o - nel caso del modello - avere un modello che amplia la generazione del suono che si crea dall'ensemble più largo.
Io ero arrivato a immaginare il concetto che sta alla base della modellazione del singolo strumento. La sezione, sinceramente, mi ha lasciato sbigottito perché capire come si genera una sezione di strumenti che hanno tutti l'interplay tra di loro, gli armonici che si vanno a sommare eccetera, è una cosa che non mi ero neanche immaginato. che si potesse fare. SWAM sta per Synchronous Wave Acoustic Modeling, ovvero Modellazione Acustica a Onde Sincrone. Noi abbiamo cominciato modellando i legni e - come detto - eravamo partiti da Kontakt; non eravamo ancora esperti in modellazione fisica; quindi siamo partiti anche noi dai campioni però sono dei campioni molto corti in cui abbiamo l'attacco e un pochino di sustain; tutto il resto viene arricchito e generato dalla modellazione fisica. Questo è molto importante perché è l'attacco la chiave per rendere un suono realistico o meno; quindi mi stai dicendo che l'attacco del vostro suono è campionato?
E' campionato però non è da solo. Ok, c'è il campione per dare realismo ma è aiutato dalla modellazione quindi campione e modellazione lavorano insieme ed è per questo che abbiamo dato il nome SWAM. Questa cosa dell'attacco mi ha letteralmente fatto cascare la mandibola quando ho iniziato a suonare sui woodwinds perché succedevano due cose incredibili: prima e tutto l'attacco - ovvero l'inizio dell'inviluppo del suono dal suo minimo al suo picco massimo che avviene in una frazione di secondo; è un elemento decisivo ma che noi non riusciamo a isolare acousticamente quindi quando si parla dell'utilizzo del wave dell'attacco è solo "un'iniezione" però in grado di darmi un realismo che io non avevo mai sentito. Altra cosa: la possibilità già solo suonando - senza fare una iper programmazione - di arrivare a un risultato sinceramente incredibile; si può quindi suonare con un grado di realismo nel fraseggio che io con i campioni avrei potuto raggiungere solo programmando con i key switch non dico nota per nota ma quasi ... I principi che ci muovono nel progettare questi strumenti sono: l'organicità del sistema invece che avere un collage di tante registrazioni qui il suono è uno solo che si trasforma da uno all'altro. Altro principio: l'aderenza fisica al comportamento fisico-acustico dello strumento reale.
Terzo elemento: l'interazione tra il musicista e lo strumento attraverso parametri che interagiscono in continuo in tempo reale Tanto è vero che che vengono usati anche spesso in concerto dal vivo e stiamo vedendo un esempio di come si possono suonare anche col breath controller. Il mercato ci offre un sacco di controlli espressivi: il breath controller, la seaboard, anelli con l'accelerometro e tanti nostri clienti sono musicisti che suono dal vivo questi strumenti proprio perché permettono questa continuità. C'è un'altra cosa che mi ha lasciato stupefatto: il Room & Position, ovvero da poco è stato integrato un plugin che si chiama Ambiente che è una spazializzazione incredibile. Il suono che abbiamo sentito è frutto della combinazione di tre parametri: l'assorbimento, la grandezza della stanza e la distanza dai microfoni. La cosa stupefacente è che noi non solo possiamo posizionare a nostro piacimento gli strumenti SWAM ma anche tracce audio separate! Posso registrare il pianoforte qui in studio e poi combinarlo con dei legni o degli archi...
Devo scegliere l'ambiente dei SWAM che può essere il loro bellissimo plugin oppure anche un altro plugin; ma in questo caso mi trovo col pianoforte che deve replicare l'ambiente che io ho scelto di usare e andare a cercare il riverbero giusto. Invece qui la cosa stupefacente è: prendo Ambiente, posiziono tutto dentro e posiziono le tracce audio dentro Ambiente come se fossero degli instrumenti virtuali degli SWAM. Infatti vediamo il clavicembalo della Pianoteq e il liuto che stanno suonando come se fossero nello stesso ambiente in cui stanno suonando gli SWAM. Soprattutto se devi replicare un certo tipo di posizionamento dell'orchestra questa roba è strepitosa no? Noi abbiamo per necessità sviluppato questo Ambiente perché non esiste una sezione senza un ambiente perché le riflessioni dei vari elementi che compongono la sezione arrivano con ritardi diversi e con direzioni diverse. Ciò che viene catturato dal microfono è un insieme di fattori di cui la componente riflessioni è fondamentale.
La prima idea che abbiamo avuto è stata di usare un riverbo a convoluzione ma era impossibile perché - siccome noi vogliamo posizionare la sezione dove si vuole - dovresti avere campionate infinite convoluzioni: è irrealizzabile. La convoluzione è un metodo con cui si manda un impulso sonoro, si registra da un microfono o più microfoni e si cerca di capire come si è trasformato nella registrazione e riproduce il modo in cui si è moltiplicato con le riflessioni; per spostare in continuo in uno spazio dovremmo avere infinite registrazioni della sorgente... Era troppo complicato e quindi noi che siamo esperti nella modellazione abbiamo modellato anche la stanza; abbiamo studiato l'acustica della stanza e come si generano le code... e quello che stiamo sentendo è frutto del plugin Ambiente. Come detto nelle sezioni era incluso e l'abbiamo aggiunto anche al solo. E perché non darlo allora come plugin standalone?
Un plugin nel quale chiunque può mettere dentro le proprie cose; noi non vogliamo limitare l'uso solo agli SWAM; se avete delle librerie registrate dry potete metterle in Ambiente e posizionarle . Nelle nostre registrazioni spesso c'è un Lexicon o un Valhalla che si somma alla riverberazione naturale. Quello che noi qui stiamo avendo è la riverberazione naturale di quello che vogliamo: un auditorium, una chiesa... quindi mettiamo gli strumenti e dopo possiamo ulteriormente fare quello che vogliamo esattamente come lo faremmo nel caso di una registrazione in una chiesa o in un auditorium. E' possibile in oltre cambiare il tipo di stanza e avere diversi materiali e diverse dimensioni; come nella realtà quando un tecnico progetta una stanza di ripresa cerca di progettarla in modo che non ci siano troppi modi risonanti; noi abbiamo fatto la stessa cosa: abbiamo progettato però in modo digitale perché l'obiettivo è il realismo; in questo caso non si ricerca la modifica ai tanti parametri ma invece teniamo quei parametri che rispondono a esigenze di estrema fedeltà ed estremo realismo. Noi vediamo tutti questi strumenti in questa interfaccia ma noi vediamo dentro anche tutti gli altri; da ogni istanza noi vediamo gli strumenti che stanno nelle altre tracce e tutte le istanze comunicano tra di loro.
Non so se l'hai notato ma i colori dei pallini sono presi dal colore della traccia. Non è detto che dobbiamo registrare tutto in una stessa stanza: come in uno studio di registrazione ci sono diverse stanze certo, potremo scegliere dire di mettere alcune cose in altri studi. Abbiamo uno studio con tante room a disposizione. Questo plugin è appena uscito, vero? E' uscito da qualche giorno. Mettiamo in descrizione il link all'Audio Modeling che ha tanti prodotti, anche il Camelot...
Si può acquistare sul nostro sito www.audiomodeling.com a siamo vicini al black friday... Tenetelo d'occhio... Quali sono gli sviluppi futuri? Ricordo che mi hai parlato degli SWAM almeno un paio d'anni fa, forse anche di più... Io li uso tanto per i provini: ho sempre l'esigenza di simulare l'effetto della registrazione; quindi nel mio caso non c'è l'esigenza di raffinare in maniera estrema ma avere un grado di realismo espressivo di questo tipo ti aiuta anche la composizione perché tutti comunque a partire da un suono base iniziamo a comporre. Avere un grado di espressività e di continuità senza toccare niente è un supporto grandissimo alla creatività.
John Powell usa gli SWAM esattamente per non essere interrotto nel suo flusso creativo; poi magari non userà il risultato per il suo lavoro finale ma gli serve per creare; magari poi lo fa registrare un'archestra vera o userà delle librerie: non importa, l'importante che non venga interrotto il suo flusso creativo. Vogliamo rimanere nell'ambito digitale e avere un output che esca dalla nostra sessione? Allora possiamo affinare tutti quei controlli e quelle automazioni che stiamo vedendo e anche agire sull'audio in uscita ad esempio aprendo quegli armonici in alto con l'equalizzazione a nostro piacimento. E' quello che si fa anche in realtà: dopo aver registrato si applicano dei processori. L'acquisizione del microfono viene poi passata dentro gli equalizzatori Avalon esattamente come andare a tirar fuori la color correction da un scatto raw che però ha dentro tutte le informazioni; io qua ho tutte le informazioni e scelgo di amplificare alcune e ho la possibilità di farlo perché il modello mi fornisce tutto il necessario per esaltare quelle caratteristiche. Bene, abbiamo detto tantissime cose per farvi conoscere questa bellissima realtà; come al solito non abbiamo rapporti di affiliazione: abbiamo invitato Lele perché crediamo nel suo lavoro; vi invitiamo quindi a fare una prova.
Abbiamo rilasciato da qualche settimana il nuovo portale e il nuovo software center che permettono di fare dei trial di 15 giorni di tutti i tutti i prodotti Audio Modeling; basta cliccare su try... In più rimaniamo a disposizione perché il supporto clienti risponde in modo tempestivo. E possono anche scriverti in italiano! Certo, perché il team è tutto italiano ma se volete scrivere in inglese rispondiamo anche in inglese... Scrivete nei commenti se avete provato gli SWAM e che cosa ne pensate.