Bentornati a Scoring for Films e in particolare alla nuova puntata di "Cosa c'è sotto"; esattamente come l'Enterprise anche il nostro viaggio prosegue. L'altra volta abbiamo visto il main theme; Goldsmith ci porta con l'Enterprise e con l'ammiraglio verso il pericolo e lo dando un tema molto caratterizzante, un tema che esprime l'autorità dell'Ammiraglio Kirk Hai parlato di carattere, di asserzione di questo tema, e adesso però abbiamo un punto in cui questo stesso tema è stato utilizzato in maniera completamente diversa, anche grazie a una sapientissima orchestrazione. Kirk sta visitando il cantiere, che meraviglia, poi il concetto di cantiere nello spazio, il bacino nello spazio.... la nave che galleggia nello spazio nel bacino... Kirk va a visitare la sua astronave. Questa è la sua nave storica, che però è stata affidata a un altro comandante.
Guardate questo sguardo, lui è innamorato. Questo è una sorta di tema d'amore. Tra lui e la nave. E l'orchestrazione non è tanto diversa dal tema d'amore che è un altro tema del film. Quindi, innanzitutto, tutto leggero, tema nei bassi, con i violoncelli e gli archi che fanno questo leggerissimo accompagnamento, qui si aggiunge anche il corno, per dare un pochettino più di virilità. Gloriosità.
Ecco, virilità e sistema glorioso. Kirk, ha vissuto grandi avventure, sull'Enterprise. La gloria del passato è anche uno degli elementi immediatamente evocati dal corno, no? L'eco del passato glorioso. Rallentato. Il tema è rallentato.
Ricordiamo sempre che il meccanismo della sacralizzazione dilata i tempi. Ancora, di più nell'universo, nello spazio, La nave diventa il centro dello stupore di Kirk, attraverso l'eco del passato glorioso espresso dal corno. E questo tema che inizia a rallentare. E quindi, paradossalmente, ad acquisire forza e stupore. Ascolta qua, Fabrizio. Ascolta i flauti e il triangolo che danno questo bellissimo senso di leggerezza.
Dove? Sull'astronauta che sta fluttuando nello spazio. In tutte le colonne sonore bisogna sempre tenere presente gli equilibri. Siccome noi, tra un po' vedremo l'Enterprise e lì il tema esploderà, qui dobbiamo essere leggeri. Se appesantissimo qua, innanzitutto non ci sarebbe il senso della leggerezza del fluttuare nello spazio... ma poi - quando vedremo l'Enterprise tra poco - il tema sarà più debole se non lo prepariamo con poca roba prima.
La declinazione psicologica dello stupore - associata all'espressione meravigliosa di Kirk - non può che essere affidata a un sistema sonoro leggero. La meraviglia negli occhi di Kirk ci impone un sollevamento verso l'alto. Un sollevamento verso l'alto non può essere affidato... al basso tuba! È un movimento leggero, quindi flauti, triangoli e violini, ovviamente, nella parte acuta. Questo punto a te piace tanto, perché fa un uso molto veloce di certi cromatismi per andare su di lui.
E questo pezzo è veramente estrepitoso. Sì, perché la leggerezza - anche nel cervello di Kirk - si estrinseca attraverso il cromatismo per approdare... a un punto in cui c'è, sì, la leggerezza, però è espressa in maniera diversa. E lo scopriamolo dal fatto che i violini non fanno più i tremoli di prima, ma anzi sono all'unisono a questa ottava più l'ottava superiore; invece le viole cosa fanno? A me questa cosa delle viole ha colpito molto. La troviamo anche in Harry Potter, no?
Certo. Troviamo tutte le volate dei violini, degli archi nella parte alta, perché di fatto è il simbolo del volo. La volata di viole rende immediatamente la sensazione di leggerezza, e di movimento, sottostante al tema. Quindi abbiamo adesso il doppio livello che abbiamo anche voluto esprimere visivamente. Sotto vediamo le viole e sopra abbiamo lo sviluppo del tema. Quello che vediamo è lo sguardo dell'amante che guarda sua amata!
Esattamente. Il volo delle viole non è solo il volo dell'Enterprise, è anche il volo di loro che visitano per la prima volta l'Enterprise; è anch'esso l'eco dei viaggi passati. Certo, la memoria. E qui non abbiamo il corno, abbiamo i violini, perché il suono d'amore del violino è il più indicato a raccontare il vissuto di Kirk sulla sua nave ed è legato al tema glorioso. Certo. Allora, qui c'è una cosa particolare: questo utilizzo che viene fatto del clarinetto piccolo - che già di per sé è uno strumento acuto - in questo registro molto acuto.
Troviamo un qualcosa che mi ha ricordato alcune cose di "Jaws", "Lo squalo". dove anche Williams inserisce delle cose quasi grottesche. Allora, sai il nostro psicologo cosa dice? Dice che questo è simbolo di operosità. Noi stiamo vedendo il cantiere al lavoro. Non solo, ma le volate che abbiamo sentito prima, sono in sync con il disvelamento di un elemento della nave.
Vediamo le navicella che si muove. Percepiamo che la nave è in cantiere. La musica ci ha raccontato l'amore di Kirk per i viaggi passati (a volata delle viole, il tema esposto dai violini) Però laa nave la stanno facendo, la stanno costruendo. Ecco che quel geniaccio, di Goldsmith si ricorda l'operosità del cantiere con questi ribattuti. E questo è un simbolo del martello. Infatti, vediamo molti elementi del cantiere.
Percepiamo proprio la costruzione. Quindi, abbiamo avuto il primo disvelamento dell'Enterprise. Gosmith ci ha infilato in testa subito tutto il vissuto di Kirk, l'incontro con la sua amata, la gloria, la dilatazione, la sacralizzazione del tema, il passato che sta tornando con tutta la sua forza. Beh, adesso è il momento della consapevolezza. E come ci avviciniamo alla consapevolezza? Sempre attraverso l'uso sapiente dell'orchestrazione e ovviamente dei temi.
Guardiamo come ci avviciniamo. Non l'abbiamo ancora visto bene, l'Enterprise; abbiamo visto degli scorci. È come una bella donna che si sta svelando. Abbiamo visto una caviglia, abbiamo visto il collo, non l'abbiamo vista bene. Vediamola, questa bella donna! Guarda gli occhi di Kirk.
Adesso è consapevole. Il tema in tutta la sua gloria. E gli ottoni entrano a dare il massimo grado di forza, di potenza. Il corno ha sia la valenza eroica sia il ricordo e la tromba, invece viene utilizzata - soprattutto in questo genere di musica - nella parte più gloriosa, più esplosiva. Stiamo arrivando alla fine della scena: il tema più assertivo di così può essere; Il basso si muove in maniera molto particolare. Fa questa sorta di moto perpetuo; il disegno dei sedicesimi è sempre più spostato.
Io ci sento un motore che sta per partire. Qui sotto il tema è ancora lento. Ci ricordiamo la velocità della sigla? Ok, lì l'Enterprise è in viaggio sparata: la velocità del tema è anche simbolo della velocità dell'Enterprise. Qui l'Enterprise è ferma. Quindi noi siamo ancora nell'ambito delle potenzialità, del ricordo...
Cosa fa l'Enterprise? Adesso non sta facendo niente. Ha fatto però e potrà fare. E che cosa ci dà allora il movimento visto che il tema è lento? Quel movimento che è dettato dall'ansia di fare, dall'ansia di partire, è proprio il basso. Kirk ha l'ansia di partire.
L'Enterprise ha l'ansia di mettere in mostra le proprie potenzialità; il basso figurato in questa maniera meravigliosa non è mai uguale; questa tensione è come se fosse un cavo d'ormeggio. Guarda questa parte come arriva con la velocità corretta rispetto all'avvicinamento. La velocità della musica che si accorda con la velocità del carrello della macchina da presa è qualcosa di... fenomenale. Ecco, lui sa. Ha già negli occhi quello che sarà.
È un manuale di come si scrive uan colonna sonora. Comprende tutto ciò che si potrebbe chiedere a una una composizione che faccia prefigurare nell'ascoltatore qualcosa che va al di là della potenzialità delle immagini, no? La forza di questo film è veicolata non solo dalle pionieristiche immagini di fantascienza ma anche diaun tema che incide così tanto nell'immaginario, legandosi poi a un grande attore che diventa il moltiplicatore di tutte le sensazioni che stiamo vivendo attraverso la musica. Siamo quasi in chiusura, ti chiudo con una cosa su Spock. Leonard Nimoy - l'attore che interpretava Spock - magari era un attore strepitoso però diciamo che la parte non richiedeva grandi qualità espressive... Aveva una faccia...
E nonostante questo, però, emergono delle caratteristiche umane a cui lui a volte cede; altre volte le critica... Ma la cosa bella è che Leonard Nimoy scrisse un libro - dopo aver fatto parecchi anni di Star Trek - che si chiamava "Io non sono Spock", ovvero sono un attore, faccio anche altre cose.... Non voglio essere incasellato esclusivamente con Spock. E una quindicina di anni dopo, scrisse un altro libro che si chiamava... "Io sono Spock." Bene, per oggi ci fermiamo qui, ma restate sintonizzati perché la prossima volta andremo a guardare che cosa in particolare?... Hai parlato di Spock.
Come Goldsmith descrive Spock? Con scelte sonore che attingono ai suoni synth. Quindi, la prossima volta, parleremo dei synth di Star Trek. Non mancate.