I Synth di Star Trek - il Film

Bentornati a Scoring for Films e alla terza e (forse) ultima parte di Star Trek. Eravamo partiti con l'idea di fare una sola puntata... Oggi facciamo un focus su una cosa un po' particolare. Quando abbiamo visto Basic Instinct, avevamo visto che i sintetizzatori - siamo nel 92/93 - raramente suonano un tema o un solo. Qui cosa succede? Qualcosa di simile per certi versi, no?

Succede qualcosa di, se vogliamo, pionieristico. Siamo nel 1979, e Goldsmith utilizza questi suoni in maniera organica con l'orchestra. Un utilizzo futuristico, se vogliamo, un nuovo mondo, un nuovo tipo di suono, che a volte faceva sì che alcuni compositori si lasciassero prendere pochino la mano, eh, diciamolo... Era dagli anni '50 che questi suoni erano entrati a fare parte del cinema. Pensate nei vecchi film di fantascienza l'uso che si era fatto del Theremin, che non era un sintetizzatore... Ma oltre al Theremin, anche l'uso di sintetizzatori già dalla fine degli anni 50.

Però certo, i synth sono stati per il cinema un qualcosa di incredibile. Mettiti nei panni di quello che negli anni 70, 60... schiaccia un tasto e viene fuori un intero mondo sonoro. Sempre sulla nostra mitica partitura abbiamo le indicazioni precise di quali synth sono stati usati e dove. Iniziamo subito con la prima scena che abbiamo selezionato. Allora, Kirk arriva alla stazione spaziale.

Cut sulla stazione che si muove, sentite che leggerezza, come viene ottenuta questa leggerezza? Vediamola in partitura. Questa leggerezza viene ottenuta in due maniere. Innazitutto con una ripetizione di due accordi sempre uguali, e attraverso l'utilizzo del registro alto di tutti gli strumenti. Quindi niente bassi, niente violoncelli naturalmente. Flauti che fanno un arpeggio e che danno quel senso di volo, di leggerezza.

E il nostro synth ARP 2006. Ecco, guardate che meraviglia questa emulazione. Essendoci persi il piacere quasi fisico di infilare il jack nella presa, cosa si sono inventati? Il cavo finto naturalmente che entra e che anche solo da vedere è bellissimo. E noi abbiamo riprodotto - - utilizzando un preset - il suono che abbiamo sentito sotto l'orchestra. Ecco, qui abbiamo un uso classico di un impasto sonoro: flauti, piano elettrico, vibrafono, archi chiari - ovvero i violini, in tessitura abbastanza acuta - e poi abbiamo questo suono di cui - anche se non ce ne accorgiamo - si sente.

Lo spettatore quando vede la scena magari non se ne rende conto ma questo synth ci aiuta a ottenere questo senso di leggerezza. E risentiamolo adesso alla luce di quello che sappiamo. Abbiamo l'idea di qualcosa nel futuro... lo spazio ci porta anche idealmente nel futuro. Questo suono che è impastato in maniera così elegante con l'orchestra ci sembra un'idea di futuro naturale; avremo più avanti qualcosa di meno "naturale"... Potresti dirmi che questi suoni sono vecchi...

Di questi suono oggi c'è un utilizzo nuovo, anche nel pop, non sono nel cinema. Ci permettono di giocare anche con altri tipi di sequenze come questa... Fa un po' Alan Parson's Project... Poi si applicchiamo i filtri, diventa tremendamente interessante, attuale e nelle scene action di molti film viene utilizzato togliendo la parte alta per rendere più scuro il suono. Allora, abbiamo detto prima che l'uso che fa Goldsmith dei sintetizzatori in questa score è quasi sempre di impasto e quasi mai da soli; invece qui, giusto per il piacere di smentirmi, vediamo l'esatto opposto. Spock - per chi non sapesse - è la razionalità, è la mancanza di passioni, è la lucidità portata all'estrema conseguenza.

Spock fa una specie di test su Vulcano e il test non viene passato. Durante questo test Goldmsith fa suonare l'orchestra scrivendo "non espressivo", "non vibrato", perché il vibrato in genere dà proprio quel senso di umano e di passioni umane. Ovviamente Spock è algido, freddo e cerca di affrancarsi dalle sue passioni e quindi il suono dell'orchestra è non espressivo e non vibrato. L'arrivo di Spock deve essere associato alla sorpresa nella testa di chi se lo trova davanti. Spock entra e noi sentiamo sotto... Ecco, questa parentesi è bellissima.

I sintetizzatori interrompono il flusso dell'orchestra, quindi l'orchestra rappresenta l'umanità dell'Enterprise. Spock rompe questo schema con un suono di sintetizzatore. Puro e grezzo per poi arrivare su questo sguardo di Kirk dove rientra il calore dell'orchestra e del fatto che è felice di rivedere Spock. E notiamo anche che il sintetizzatore compare... ...sullo sguardo di Kirk che si gira. Noi siamo nella testa di Kirk e stiamo vedendo Spock attraverso il suono del sintetizzatore.

Sì, perché molte volte si tende ad abbinare un suono di un personaggio con la faccia del personaggio; il che non è sbagliato dal punto di vista tecnico di scrittura di una score, però è un po' basico. Qui andiamo oltre. Spock è presente nella sala anche se non è inquadrato. Grazie a quale synth? CS80? CS80!

Ho sbirciato, non lo sapevo! E ovviamente anche il CS80 fa parte delle emulazioni che abbiamo a disposizione. Eccolo qui. E abbiamo il suono di Spock. Interessante anche per come questo suono viene utilizzato: in maniera differente da quello con cui sono trattati magari altri suoni nello stesso ambiente sonoro, ovvero del futuro. Qui Spock non è il futuro, qui è la logica.

Quindi il suono freddo di questo synth, lo Yamaha, non ci serve a immaginare il futuro ma la logica di Spock. E quindi ecco che abbiamo un suono elettronico - nuovo, nel 1979 - che si aggiunge alla palette a disposizione di compositori per esprimere qualcosa. Ok, ma se oggi nel 2024 guardi questo film con tua figlia una sera e ascolti questo suono, ti risulta datato? Sicuramente risulta datato ma quello che secondo me è interessante sottolineare è l'ingresso di una nuova cellula linguistica. Se tu avessi dovuto musicare la logica, con quale strumento l'avresti musicata se non avessi avuto questo synth? Io se non avessi avuto questo synth avrei usato che un'arpa o un qualcosa del genere, una cetra...

perché mi avrebbe riportato a qualcosa degli antichi greci... Però qualcosa sicuramente di freddo comunque, non certo qualcosa di troppo espressivo. Ecco che irrompe sulla scena il synth e l'utilizzo di questa zona grigia che è portata dal suono sintetico. Una via di mezzo tra la luce umana e il buio cosmico. Questo suono del CS80 però non è l'unico a disposizione. Anche qui abbiamo provato a tirare fuori qualcosa di magari diverso con lo stesso sintetizzatore...

Ascoltiamo il risultato. Questo mi fa un po' John Carpenter e 1997, Fuga da New York. Le possibilità espressive sono potenzialmente infinite. Si possono usare tantissimo fusi con altri suoni. Allora, cosa succede in questa scena? Il pericolo incombiente, imminente e sconosciuto porta la morte di alcune persone lontane.

In questa nube c'è qualcosa, qualcosa che agisce Ecco qui abbiamo sentito due cose. La prima cosa è quello che può sembrare a prima vista un synth, Invece non è un synth. Anche se sembra a tutti gli effetti. È uno strumento molto particolare che si chiama Blaster Beam. Il Blaster Beam è, che devo dire, stata una scoperta strana, perché io quando l'ho ascoltato, ho pensato fosse un synth. Invece no.

Qui abbiamo l'immagine di che cos'è un Blaster Beam. E' uno strumento a percussione, fondamentalmente, che ha tutta una serie di possibilità espressive. Si possono fare di glissando, e tutta una serie di cose molto interessanti. E Goldsmith lo usa molto spesso in questa score proprio come sono da solo. Certo, anche perché è il suono della minaccia che non conosciamo. È la nube, ha dentro qualcosa...

Scopriremo che quel qualcosa è V'ger e il suono di V'ger. Ogni volta che succede qualcosa che ci deve rimandare a V'ger sentiamo il suono del Blaster Beam. Ed è curiosa che questo suono così rilevante, sia un suono che ci sembra sintetico, ma che non è sintetico. Forse perché quello che noi crediamo essere una cosa sintetica - e quindi finta - in realtà è una cosa vera, è un'entità vera. E possiamo azzardare che nella testa di Goldsmith ci fosse la volontà di richiamare che nella nube oscura c'è V'ger: la sonda creata dall'uomo e quindi V'ger ha un'umanità in quanto macchina creata dall'uomo. Sì, io ci vedo questo collegamento, magari forzato, magari Goldsmith non ci ha pensato minimamente, però a me piace pensare che anche su un po' contorto possa esserci stato dietro un ragionamento del genere.

E anche qui... del genere. E anche qui siamo in grado di andare a prendere il nostro Yamaha CS80. Sentiamolo. Direi che è lui. È proprio lui.

Abbiamo usato un preset dell'emulazione che si chiama Aquarock. Questo esperimento è in grado anche di farci isolare e percepire il suono del synth relativamente al resto. Risentiamo la scena, ecco il Blaster Beam e poi il nostro CS80. Cosa abbiamo adesso? Il CS80 di Spock ci forniva la logica. Il CS80 sulla smaterializzazione ci dà la meccanica, iniziamo a percepire un suono sintetico come è sintetica, come è artificiale, è la natura della macchina da cui sembra provenire.

E ti faccio notare che questa è una scena in cui muoiono delle persone. Per cui poteva essere musicata in mille altre maniere, anche più drammatiche, anche più emotive magari... invece la scelta di Goldsmith è quella di - tra virgolette - togliere importanza a queste morti. Non perché non siano importanti, ma perché per l'entità che le ha causate sono irrilevanti. Noi non sapremo sino alla fine che cos'è che causa questi eventi. Ci suggerisce che quest causa può non provenire da qualcosa di umano ma magari qualcosa di artificiale...

Altar scena: "Spock walk" Spock vuole andare a vedere, naturalmente suscitando le ire di Kirk. Spock è fuori che cammina nello spazio, cammina verso l'entità. E noi sentiamo un suono di synth di caduta. Abbiamo un utilizzo del synth in bending. Ti faccio notare una cosa che è puramente di notazione musicale: Queste tre righe parallele danno propria l'idea del "glissando", ma in realtà non hanno nessuna influenza sull'esecuzione: l'esecuzione è: le tre note come un accordo, poi è il synth che fa tutta la parte del bending. Quindi questa non è un'indicazione di esecuzione, però è un'indicazione utile per il direttore che così vede visivamente subito qual è l'effetto che questo synth deve generare.

Ma quale synth ha usato Goldsmith per questo movimento? Il CS80? No. L'ARP2006? No. Ha usato un Oberheim OBX.

Fantastico, ecco qua. E noi abbiamo l'emulazione della GForce, la consiglio. E potevamo noi non andare a cercare la Spock walk... Sarebbe stato offensivo. Abbiamo trovato un preset che ci ricorda molto da vicino il suono utilizzato. Ed eccola qui.

Col bending che ci dà quel senso di caduta come dicevi prima, no? Stiamo scoprendo sempre di più la natura artificiale di ciò che c'è all'interno della nube. Ricordiamo che noi non sappiamo cosa c'è dentro. Questa nube si avvicina alla terra. causa delle morti, ma iniziamo a percepire sempre di più che questa cosa è una cosa aliena ed è una cosa probabilmente artificiale. E ovviamente - come abbiamo fatto prima - possiamo ascoltare delle altre possibilità sonore dell'OBX, no?

Esatto, andiamo a sentire ad esempio un altro preset che trovo molto interessante. Non so perché, ma il preset si chiama "Brush your Teeth", cioè "Lavati i denti"... Un nome forse un po' fantasioso, ma le possibilità sonore erano tante, oggi sono a maggior ragione di più e anche nei preset di oggi a volte ci sono dei suoni un po' strani e trovare il nome... è difficile. Ovviamente tutti questi suoni ci riportano allo spazio, e quindi una volta che l'hai chiamato: "Astronave", "Spazio", "Asteroide", "Satellite"... dopo un po' lo chiami "Lavati i denti".

Abbiamo voluto provare un tema che forse riconoscerete. Eh, riconosco non solo il tema, ma... riconosco tutto un un mondo sonoro.. Non era suonato proprio OBX, era suonato da un altro synth, ma la pasta sonora era questa; avrete riconosciuto il tema di Blade Runner. Questo piccolo excursus in quattro scene interessanti ci ha fatto ripercorrere l'approccio del synth in maniera veramente pionieristica; ma ha anche fatto emergere l'attualità di questi suoni che oggi troviamo in forme diverse frutto di una moda diversa perché il tempo forma anche il gusto. Certe cose sappiamo bene che sono figlie di quel momento e magari moriranno con quel momento ma altre cose invece rimarranno.

Un giorno dovremo affrontare dal punto di vista sonoro un qualcosa tipo "Dune" di Zimmer. o "Interstellar" e vedere che uso è stato fatto lì dei synth. Io credo che la discriminante sia non tanto il suono - che può passare di moda o può richiamarci un periodo specifico - quanto l'utilizzo che viene fatto al punto di vista psicologico sul personaggio; se l'uso è lo stesso, se la ratio è la stessa poi il suono può essere più o meno moderno... però l'uso del suono credo che sia una cosa che dovremmo approfondire... Per ora la cosa interessante che abbiamo voluto mostrare è il linguaggio che c'è dietro all'utilizzo di questi synth, è una scelta sempre ponderata, sempre con dei riflessi sulla percezione dello spettatore e ascoltatore e che possono essere anche un ottimo bagaglio per formare il nostro linguaggio e il nostro approccio all'utilizzo dei suoni elettronici. Lasciate un like, commentate e iscrivetevi al canale!

Ci vediamo alla prossima puntata, ciao!

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