Bentornati a Scoring for Films da Vito Lo Re e Fabrizio Campanelli. Allora, oggi parliamo di una cosa specifica delle colonne sonore, cioè la strumentazione e l'uso di certi strumenti, in particolare strumenti orchestrali, ma vedremo non solo, non solo. Solo ieri sera aiutavo mio figlio a ripassare la lezione di musica che oggi aveva l'interrogazione e mi è sovvenuto che fino al 1500 i compositori non scrivevano per quali strumenti la loro musica era scritta. Più o meno poi invece a partire da Monteverdi han detto: "io voglio che questa cosa la suoni questo strumento con queste caratteristiche. Oggi quindi parliamo di... Oggi parliamo di strumentazione.
Da dove siamo partiti e dove andremo a finire... Allora, siamo partiti dal silenzio, perché quando il cinema era muto, c'è stata una fase iniziale dove non c'era... niente; non solo non c'erano dialoghi, ma non c'era neanche musica. Dopodiché hanno detto... Bello il film, però... però gli manca qualcosa, ci vuole un po' di suono.
Ma ovviamente la pellicola non aveva ancora la possibilità di avere del suono. Allora cosa facevano? Nei cinema c'era un pianoforte, anche perché i cinema erano tutti ex teatri, quindi un pianoforte bene o male, si riusciva a ricavare e venivano pubblicati dei libri dove c'erano delle musiche adatte per le varie situazioni. Però non musica scritte per quel film. In questo libro c'era: musica adatta per una scena di inseguimento... L'antesignano della library, no?
Oppure: musica per una scena di paura. E quindi potevate vedere lo stesso film in tre cinema diversi, con tre commenti musicali completamente diversi. E tre magari, e tre risultati anche parecchio diversi. Siamo partiti con un pianoforte verticale, dopidiché hanno cominciato ad aggiungersi altri strumenti, magari un violino, magari un contrabasso, magari una percussione, che in certi casi improvvisavano, o in certi casi, questi libri davano delle indicazioni, delle tracce da seguire. In alcuni casi c'era la parte del pianoforte e altre due tracce che potevano essere suonate da un flauto da un violino, da un oboe... in base, e anche quello che abbiamo a disposizione.
Ma dopo c'è un po' un'evoluzione, no? Io sono innamorato di un film, che si chiamava "The Artist", colonna sonora premio Oscar, che racconta la tragedia dell'attore che dai fasti del cinema muto, si trova in un mondo col suono... dove quindi, per lui tutto cambia, non è più il centro del nuovo mondo sonoro, ma perché potessero fare delle riprese organizzate, con i puntamenti delle luci giuste, le scenografie giuste, perché non ci fossero delle variabili, questi teatri di posa si chiamavano Soundstage perché erano isolati, quindi isolavano il suono perché non rientrasse un'ambulanza, rumori esterni... E quindi Soundstage diventa un elemento essenziale, i teatri di posa fanno sì che il cinema possa parlare. E, oltre che parlare, possa anche ospitare una colonna sonora. Questa cosa, evolvendosi, porta alla Golden Age del cinema, quindi quel periodo, tra gli anni 30 e 40, di massimo splendore del cinema, ma per un ragione anche banalmente di mercato: la gente andava al cinema, non c'era ancora la televisione in tutte le case, il teatro, c'era già tanti anni, mentre il cinema era una forma di intrattenimento relativamente nuova, tutti andavano al cinema.
C'erano i Double Feature, per cui nella stessa serata vedevi due film, quindi la serata l'avevi passata al cinema. Vito, io sono un produttore della Golden Age, ho un meraviglioso film dove l'attore addirittura parla! Ma a chi faccio fare la colonna sonora? C'erano tanti bei compositori che si potevano chiamare, i Newman, prima generazione quindi David e Alfred, Rozsa che vediamo in questa immagine, e poi ovviamente Steiner, Waxman... Ma qual è quella caratteristica che li unisce? Venendo tutti da una musica tardoromantica e avendo in quegli anni il cinema una quantità di budget strepitosa, le orchestre erano esterminate e la musica era sempre molto carica, con tenmi famosi come "Via col vento" Ben-Hur...
è una musica molto carica spesso anche eccessivamente carica anche scollata... Perchè? Si tendeva davvero un tema forte però poi se tu vai vedere le musica di commento alle varie scene, almeno col gusto di oggi... è discutibile. Un regista di oggi avrebbe detto "anche meno"... Se qualcuno dei ragazzi che vengono ai nostri corsi ci facesse una cosa del genere diremmo è un po' scollata dall'immagine.
Ma avrebbe detto "anche meno", magari non dal punto di vista dell'organico, ma dal punto di vista della ridondanza della scrittura, cioè la scrittura ha un'entropia così alta da rubare al tuo cervello risorse cognitive. Prova in immedesimarmi in un compositore di matrice tardo-romantica, cresciuto culturalmente con il mondo dell'opera e il mondo del teatro e si trova improvvisamente a dover operare su un linguaggio completamente nuovo - - quello del cinema - e quindi probabilmente ha applicato e traslato quello che era il modo di scrivere per quel mondo al nuovo mondo. In questa foto vediamo Charlie Chaplin, credo che fosse la registrazione di "Luci della ribalta". Sul mio canale ho fatto un video proprio sullo strano caso delle colonne sonore di Charlie Chaplin. Abbiamo fatto tante puntate sui microfoni...la registrazione... e qui questi muri che sembrano quasi di cemento...
non vedo materiali fono-assorbenti... Non vedo i famosi materassi che venivano applicati sui muri per assorbire il mondo esterno. Dovremmo chiedere all'ingegnere... anche il pavimetto lo vedo abbastanza conciato... Quindi partiamo da un pianoforte e ci ritroviamo con un organico sinfonico ampio... e quindi questo è un cambiamento epocale, perché si gettano le basi per quello che sarà il suono del film, il suono del cinema, quel suono che verrà ripreso anche da Williams e da questo rilancio negli anni 70 della grande orchesta sinfonica nella esecuzione e nella scrittura delle Colonne Sonore.
È un organico che inizia a plasmarsi sulle necessità dei film. Sì, perché sai, la storia del cinema come tutta la storia umana è una sinusoide Nel cinema cosa è successo? Dopo questa fase, fino agli anni 50-60, quando hanno cominciato a entrare i sintetizzatori, negli anni 70 c'è stata una fase in cui molti compositori facevano delle colonne sonore elettroniche, c'è stata in certi casi anche un qualcosa legato al pop. Abbiamo parlato anche del Latin Jazz... o la disco music, un pochettino più avanti. Molte colonne sonore degli anni 70, si sono uniformate a questo suono più elettronico.
Finché, come hai detto tu, Williams ha riportato tutti a casa... Questi film degli anni 30 incassavano - negli anni 30 - milioni... In un film che incassava magari 10-15 milioni, spendere 20.000 dollari per una super-orchestra era una sciocchezza. Facciamo un piccolo focus su 5 colonne sonore storiche. Due le abbiamo anche analizzate, ma non dal punto di vista specifico dalla strumentazione, che riserva sorprese anche divertenti. Siamo nel fine del secolo scorso, esattamente nel ventennio 1979-1999.
La prima colonna sonora che vediamo è Star Trek, di cui si è parlato recentemente. Allora, l'Orchestra di Star Trek è un orchestra ampia, con i legni a tre... un sassofono tenore che è abbastanza insolito, tutto sommato. Tre fagotti, il terzo con l'obbligo del contro fagotto. Sei corni. Quattro trombe e ben sei tromboni.
E poi abbiamo parlato anche dei famosi synth. due pianoforti, celesta, il clavicordo... Noto una cosa, Vito. Strings, così... Senza indicazione di quanti. Sì, non vengono indicati, perché comunque con un organico così ampio, con tutti questi ottoni, minimo stiamo parlando di quattordici-sedici primi violini.
Come nelle migliori ricette: Strings, QB. Quanto basta. Nessuno potrebbe - con un organico del genere - avere 6 primi e 4 secondi... Ma la cosa più interessante di questa strumentazione, e anche delle prossime che vedremo di qui a pochi minuti, non è tanto l'organico orchestrale che è abbastanza normale ma la cosa interessante sono le percussioni. Allora, vediamo queste percussioni. Un Glokenspiel...
Due vibrafoni, perché se neuno solo sei un po' pezzente... Un vibrafono basso... Non si sa mai che tu debba fare UNA note... questa conformazione orchestrale magari comportava che certe cose le sentivamo una volta, in tutta con la sonora, magari il vibrafono basso faceva veramente un... Marimba, bass marimba, va bene, ma vediamo qualcosa di un po' più strano. L'elephant drums....
Io, ragazzi, non so che cosa sia. Scrivete nei commenti se sapete cosa sia l'elephant drums. Non me lo sono cercato. Voi avete il tempo di andarlo a cercare.... Ma abbiamo anche un boo bams... che è una cosa a base di canne di bamboo.
Teoricamente, noi siamo andati a cercare. Dalle immagini sembrerebbe essere qualcosa effettivamente costruito col bamboo.. Dopodiché abbiamo tamburelli, snare drum, questi non li consideriamo nemmeno... E un devil chaser. Un inseguitore del diavolo... Io giuro, non so cos'è il devil chaser.
E ora te lo faccio vedere. Il bello di queste cose è che approfondiamo e impariamo anche a noi cose nuove. E poi una trans-celeste. Come vivere senza una trans-celeste!... E' uno strumento a percussionie microtonale. Quindi ha le barrette di metallo non so come intonate sui quarti di tono...
Facciamo un salto di 6 anni, 1985: "Ritorno al futuro." Vediamo anche qui un'orchestra ampia, con legni a 3, 6 corni, 4 trombe. Comunque, abbiamo capito che se non hai i legni a 3, sei uno sfigato... 5 tromboni, 2 arpe, 2 pianoforti... 2 piano elettrici... Sintetizzatori... Archi QB...
C'è uno strumento molto interessante, vero, Fabri? Ci sono i rub rods... Che vediamo in questo video... Sono delle barre strofinate che emettono questo suono molto vitreo... Non ricordo dove è stato utilizzato in Ritorno al futuro... Domani me lo riguardo!
Però è un suono quasi per un film di fantascienza... Andiamo avanti verso il nostro adorato Danny Elfman, in Batman. 1989. Allora, qui vedete i soliti fiati a 3, però... con 5 flauti!... 3 erano pochi.
6 corni, 6 trombe, 8 tromboni. E poi è una banda praticamente. Due arpe, due celeste, due pianoforti, organo, piano elettrico, due sintetizzatori Contrabbasso jazz... E basso elettrico. Coro. Ovviamente.
Cosa sarebbe Danny Elfman senza il coro? Qui andiamo a vedere un paio di percussioni da fuori di testa. Però mi chiedo, questa quantità di percussioni sono una scelta del compositore o dell'orchestratore? O entrambe le cose? Secondo me lui ha chiamato tutti i percussionisti degli Stati Uniti. Elfman in particolare sulle percussioni è sempre molto attento in prima persona.
Quindi non mi stupirebbe scoprire che in realtà sono tutte scelte sue. Però può darsi che qualcosa l'abbia apportato l'orchestratore. Ovviamente comunque, in ogni caso, secondo me lui è andato a sentire. No, cioè ha sentito questo è figo... questo meno figo... questo bello.
La prima cosa che mi fa impazzire è il big metal trash can. Avete visto Stomp, quel musical tutto fatto con le percussioni? E quindi è un bidone di metallo che viene percosso... Ancora il Boobam, protagonista indiscusso delle colonne sonore degli anni 80! E una cosa che io adoro: la musical saw. E due - perché uno era poco - piatti di metallo...
clangorous... Rumorosi. E poi cose anche super orientali: il balinese ceng ceng... Non so cosa sia, lo ammetto. Passo avanti di tre anni: Basic Instinct Qui vediamo l'orchestra alla fine con i legni a 2, quasi mi vergogno io per Goldsmith... Quattro corni...
tre tromboni... E un elenco di percussioni che rispetto a quello che abbiamo visto prima è ridicolo. C'è una cosa carina. Cioè vediamo questo Simmons Tom Tom. Cos'è un Simmons Tom Tom? Sono quelli elettronici...
Vediamo in questo un'eredità degli anni 80... Probabilmente non aveva bisogno di un organico magniloquente per raccontare la parte intima di Basic instinct. Abbiamo parlato anche di quello: la scelta dell'organico come insieme, come massa sonora e quindi massa timbrica che comunica delle cose anziché altre. Arriviamo al 1999 chiudiamo il ventennio con un'altra colonna sonora epocale, quella di Matrix di Don Davis, vediamo un organico sì molto ampio sicuramente, alcuni legni a tre, qualcuno a due sei corni, tre trombe... quattro tromboni, una tuba, due pianoforti, il coro, gli archi... ma la follia di questa score sono le percussioni.
Guardiamo delle cose fantastiche. La prima? Lo Styrofoam Cup. Non sapevo cosa fosse, cioè so cosa significa in inglese, ma siamo dovuti andarlo a cercare... la vediamo, però la vediamo utilizzata in un modo particolare, noi non sappiamo alla fine come è stato utilizzata. Qui la stiamo vedendo strofinata, con un archetto...
e poi l'aluminophone... questo clang, clang, dei pezzi di alluminio che cadono... l'occhio poi ci è cascato sul nipple gong... perché in effetti questi gong, se riguardiamo, hanno una forma vagamente... Si può dire "capezzolo" su YouTube?... Poi il monkey drum.
Il monkey drum... Che cos'è il monkey drum, scusami? Lo vediamo. E quindi è quello delle scimiette... Sì, l'ho buttato... lo vado subito a recuperare...
Poi cose fantastiche, esotiche... tipo il ceng ceng, chinese tom tom, e poi Odaiko, Taiko, Daiko, Hiridaiko.. I taiko li conosciamo bene... Fanno veramente un gran casino. Poi il Gagaku, che però per quanto noi sappiamo noi, è più un genere che uno strumento... Probabilmente è un ensemble di percussioni che fanno parte di un sistema sonoro tradizionale che si accompagna a quel tipo di musica.
Ma io domani veramente mi ripendo a partitura di Matrix e voglio vedere dove l'hanno usato... E dopo questa indigestione di strumenti, negli ultimi 20 anni è successo qualcosa di nuovo per certi versi. Sì, siamo andati molto verso l'elettronica. Qui dobbiamo dire grazie per certi versi al Maestro Hans Zimmer che ne ha fatto una scelta estetica, una scelta espressiva. Pensiamo a film come Inception, Interstellar... Tutti i film di quel genere in cui lui comunque ha rimesso in discussione le regole del gioco.
E c'è anche un ritorno all'elettronica, se vogliamo, anche proprio come matrice sonora dominante, fondamentale del commento. Probabilmente per lo stile che oggi si accompagna a determinate pellicole, quindi a una determinata fotografia, a un determinato modo di raccontare nella scena... Alla richiesta dei registi, che ti richiedono - soprattutto nel cinema - nella televisione molto meno... ti richiedono meno tema, meno cose riconoscibili e più suono. Assolutamente io anche ho fatto un film che si chiamava "Calcinculo" In questo film ho avuto come richiesta proprio quello di andare a lavorare molto sull'elettronica, sul suono elettronico, a partire da un brano totalmente acustico, perché il linguaggio d'autore, applicato a quella storia, applicato a un determinato ambiente psicologico richiedeva quel grigiore e quell'alterità del suono elettronico che in questo momento è molto in auge. Chi è causa e chi è effetto?
Siamo arrivati alla situazione di oggi perché sono stati compositori a usare l'elettronica per questioni espressivi o per budget?... perché sono stati registi a richiederlo ai compositori o perché il gusto del pubblico vuole questo?... Un Insieme delle tre, io però tendo a considerare il gusto del momento come un qualcosa che per tanti fattori si auto-determina e spinge sempre in una direzione piuttosto che un'altra, anche il tuo modo di utilizzare, la palette sonora; magari anche con qualcosa che ti ha affascinato... Pensiamo a Zimmer, il famoso Zimmerbraam... Prima non esisteva, adesso quando devi sottolineare un momento... Questo modo di vivere anche la particolare efficacia di una soluzione impone anche una moda del momento.
Allora dovete fare tre cose: iscrivervi al canale... La seconda è lasciare un like, a meno che il video non vi abbia fatto schifo, in tal caso siete legittimati a non lasciarlo, ma la terza scriveteci nei commenti - senza guardare su Wikipedia - conoscevate gli strumenti di cui abbiamo parlato, perché alcuni francamente per me erano completamente sconosciuti. Ci vediamo al prossimo video, ciao.