Bentornati a Scoring for Films da Vito Lo Re e Fabrizio Campanelli. Ritorna "Cosa c'è sotto" con i grandissimi temi. Temi d'avventura, immagino. Orrore... Siamo a febbraio, a febbraio c'è il giorno degli innamorati. Allora abbiamo pensato di iniziare con i grandissimi temi d'amore e in questo caso partiamo dal tema principale di uno dei miei tre film preferiti; che guarda caso sono quelli che hanno sempre avuto flop appena usciti...
però sono diventati degli immortali capolavori. Beh dovrebbe farti riflettere sulla tua lungimiranza. Esatto, esatto. Vedi, fin da quando ero ragazzino capii che "C'era una volta in America" sarebbe stato uno dei miei film di culto. Bene, siamo nel 1984, esce questo film che tutti adoriamo, Un film con una gestazione lunga, costato una barca di soldi, due anni di riprese, mi raccontava Massimo Quaglia, che ai tempi era assistente al montaggio che avevano delle stanze intere con le bobine, tutto registrato su pellicola, mica in digitale... Il film però all'inizio non va granché bene, ma poi diciamo che riprende la distanza.
In questo film c'è un tema bellissimo e famosissimo che è il tema di Deborah, scritto appositamente per questo film, no? No, attenzione, qui sta la sorpresa: Sergio Leone voleva che Morricone iniziasse a scrivere prima le musiche, a volte anche per farle sentire sul set, ma questa composizione in particolare - il tema di Deborah - non fu originalmente concepito per "C'era una volta in America", ma per un altro film di Franco Zeffirelli di tre anni prima: "Amore senza fine". Sì, questa fu una delle non poche situazioni in cui Morricone si trova in contrasto col regista, perché Morricone non amava che nel film ci fossero musiche a parte le sue, anche canzoni; oggi per noi è una pratica consolidata, ma lui non gradiva questa cosa. In particolare qui il problema si pose con una canzone di Lionel Richie. Zeffirelli voleva una canzone di Lionel Richie e Morricone ha detto "O me o lui". litigaronoe il tema rimase nel cassetto per tre anni.
Sergio Leone lo ascoltò e disse: "Questo è stato scritto per "C'era una volta in America!" Morricone non lo sapeva, ma aveva scritto uno dei più grandi temi della storia per uno dei più grandi film della storia che consacrò anche un certo modo di esporre la tematica di Ennio Morricone e lo fece diventare di fatto un linguaggio, un linguaggio iconico, un modo di esporre il tema che ha dentro delle caratteristiche che andremo anche a scoprire. Questo tema è un po' un manuale di come si scrive un tema e di come Morricone scriveva, perché ha delle caratteristiche che dopo andremo a sentire al pianoforte e che spiegheremo dopo. Tu sai che io tra un po' potrei piangere?... Anch'io! ecco la cellula tematica che si ripete... ecco l'apertura sul quarto grado l'appoggiatura...
che meraviglia questa nona... il quarto grado alterato... Come si scrive un tema? Allora, è fondamentale in un tema che ci sia una cellula che si riproduca o su altri gradi o in altre tonalità; che cosa rende un tema tema? L'insieme di cellule che poi danno un'organicità. Altrimenti avremo dei frammenti...
non è un tema di per sé, è una cellula. Il tema è l'insieme dell'utilizzo di questo frammento ritmico o armonico, a volte melodico riproposto su altri gradi o tramite modulazioni. Quindi nel manuale di istruzioni di Scoring for Films per scrivere un grande tema dobbiamo inserire due cose fondamentali. La cellula tematica e poi una cosa fondamentale: la sua progressione. Questo è molto importante. Allora, capiamoci intanto quando parliamo di progressione perché progressione ha tre significati.
Per l'armonia classica, la progressione è una successione di accordi che hanno tar di loro un rapporto preciso che si ripete e ha delle sue regole. Nel linguaggio invece della musica pop, per progressione si intende semplicemente un insieme di accordi, una sequenza di accordi non necessariamente legati tra loro da rapporti particolari; invece qui per progressione stiamo intendendo lo sviluppo. E lo sviluppo per avere una sua organicità, una sua intelligibilità deve avere anche sempre uno schema comprensibile, ovvero la ripetizione è alla base della costruzione tematica e della fissazione di questo nucleo che nella sua progressione evolve e costituisce un arco narrativo a se stante. Anche perché se no non usciamo dal cinema con quel tema in testa se non c'è questa ripetizione... Domanda: può essere questa ripetizione ostinatamente presentata? Naturalmente può esserlo, ovviamente è sempre un discorso di equilibrio, di gusto, di accordo con regista evidentemente...
Ma sicuramente la ripetizione è per essere fissata deve essere presentata ma deve essere anche minimamente alterata, perché abbia al proprio interno una sua evoluzione. Sì, altrimenti è una ripetizione sterile... come se io ripeto la stessa parola, parola, parola, parola... Ecco che va riproposto su altri gradi, non necessariamente modulando anche all'interno della stessa tonalità, ma su altri gradi per dare il senso di varietà, ma col pattern ritmico uguale ci dà l'uniformità e capiamo che fanno tutti parte della stessa famiglia. Adesso noi abbiamo visto il pentagramma sulle immagini meravigliose dei due ragazzi protagonisti e notiamo subito una particolarità. Leggiamo subito un accordo di Mi Maggiore con sotto un basso di Si.
Sì questo è proprio tipico di Morricone: lui inizia un qualcosa di fortemente tonale in una maniera un po' insolita. Però qua ti fermo perché secondo me è molto più interessante se andiamo a vedercelo di là. Sono d'accordo, andiamo. Eccoci al pianoforte a sentire il primo elemento caratteristico che abbiamo avuto subito scorgere dall'ascolto delle prime note del tema di Deborah. Sì, hai detto bene: lo usa anche nei film di Tornatore, lo usa molto spesso. Noi siamo in Mi maggiore e lui parte con questo pedale della dominante di Mi maggiore.
Quindi il Sì è tenuto lunghissimo e sopra al Sì si sviluppa il discorso tematico. Sì allora il vantaggio di fare un tema su un pedale da un lato è che ci tiene belli sospesi fino a quandoi il pedale non cambia. Dall'altro lato naturalmente rischia di diventare un monotono e ridondante. Non è questo il caso, siamo tranquilli. Sentiamo il tema da solo senza il basso. Allora il tema da solo è questo qua.
Il tema è basato sulle appoggiature e sulla ripetizione di questi tre ottavi più un quarto più tre quarti. Al basso abbiamo questa specie di collante che tiene tutto unito. E che però contrasta. Assolutamente. Questa è la funzione della dominante al basso. Quindi sentiamo lo stesso tema adesso con la dominante al basso.
Questa cosa è molto "morriconiana": il quarto grado con la nona. E poi l'apertura classica - morriconiana anche questa - sul sesto grado. Sì, questa è un'altra cosa che Morricone fa molto spesso. Questa apertura, su questo sesto grado - che generalmente è sempre su un primo piano, su una sospensione narrativa - è un'altra delle sue caratteristiche. Come esci da questo sesto grado? Con un sesto grado abbassato.
Quindi fa un procedimento vagamente cromatico che è: Sesto grado abbassato e poi un passaggio classico Siamo su una dominante... Ci aspetteremmo una tonica. Questa è qua. E non c'è quasi mai. Anzi, lui la usa sempre come sospensione. Non risolve quasi mai e a volte gli serve per passare - tramite una cadenza evitata - da una scena all'altra.
Molte volte è difficile legare musicalmente due scene... Perché ho paura sempre che ci sia un taglio netto, che è brutto. Ecco, in questa maniera lui uniforma e rende tutto molto morbido e molto naturale. Quello che c'è in immagine lo porta sul pentagramma. È interessante notare come per fare un grande tema non sempre sia necessario trovare delle armonie particolarmente complesse. In questo tema tutto sommato Morricone non è che si sia scervellato...
Alla fin fine abbiamo questo Mi Maggiore in secondo rivolto. Dopodiché si apre. All'arriviamo in sottodominante. Quarto grado. Quarto quinto. Cioè stiamo andando veramente alla base dell'armonia.
Qui invece che fare quarto quinto prima fa quarto quinto quarto con questa nona che abbiamo già visto prima al pianoforte che è proprio molto caratteristica. E poi vedi che qui ritorna nell'ambito del Mi Maggiore. Quarto grado. Quarto grado alterato. E ritorniamo sulla dominante. Cioè rimaniamo sempre nell'ambito del Mi Maggiore.
Le appoggiature sono fondamentali perché semanticamente ci danno quella induzione di senso che porta a far percepire una sorta di appagamento che nei cicli interni dell'esposizione di questi gruppi di tre note che appoggiano è come se rinnovasse ogni volta il desiderio. Sì, l'appoggiatura ha un momento al di fuori dell'armonia e poi immediatamente ti riporta a casa... Quindi è un piccolo viaggio all'interno di una terra non lontana che però non è la terra d'origine e però ti riporta immediatamente a casa. Questa è la funzione tipica di ogni appoggiatura. Allora il tema viene in esposto una seconda volta e sullo sguardo dei ragazzi c'è una sospensione bellissima che porta all'esplosione emotiva, alla crescita, alla grande variazione del tema quindi abbiamo qui una prima grande variazione. Sì perché noi siamo partiti nella prima fase in cui i ragazzi si guardavano ma c'era un sentimento in nuce.
L'evoluzione psicologica del tema, l'evoluzione emotiva, la crescita di intensità su di loro che va ad aprire il discorso e anche ad arricchirlo di note evolve quello che è un primo schema che finisce con la sospensione sul loro sguardo einizia un dispiegarsi continuo delle note; è come se il flusso che era trattenuto viene rilasciato quindi andiamo a vedere subito il pattern di cui stiamo parlando. E abbiamo lo schema ricorrente nella costruzione del pattern tematico che è questa ripetizione di gruppi di note con una scansione ritmica diversa ma ripetuta ciclicamente. Sì, diversa ma gemella in qualche senso, cioè i tre ottavi più o l'appoggiatura oppure l'arrivo su una nota che non è l'appoggiatura, nella fattispecie: Quindi il gruppo di tre - più il riposo - costituisce la base su cui poggia tutta l'evoluzione e il viaggio Certo, e quando - a proposito di viaggio - ci fa una sorta di progressione come questa qua... Questa è una progressione fondamentalmente o comunque una fase embrionale di progressione basata però sempre su questo pattern ritmico. Per cui pensa che bello riuscire a fare tutto un pezzo così bello e così efficace fondamentalmente ripetendo la cellula. Perché in realtà il diavolo si nasconde nei dettagli e proprio in questa ripetizione della cellula sta uno dei trucchi della costruzione tematica.
Questo gruppo si apre qui in questa seconda parte dove gravitiamo attorno al quarto grado, intorno al La Maggiore ed è questo il punto in cui lo vediamo anche visivamente più denso, no? E' continuo, quindi quella sospensione, quel andare attraverso l'appoggiatura verso la concretizzazione del desiderio che viene poi stoppato dalla nota lunga, qui non è più fermo, non è più trattenuto. Oggi i rapporti sono un po' più semplici. ma quando eravamo ragazzi noi, baciare una ragazza non era facilissimo... Tu magari ti avvicinavi e lei si allontanava.. è questo che c'è nella prima parte!
In questa parte in cui si baciano naturalmente, non c'è più questa sospensione... al contrario, abbiamo un flusso di emozioni, di musica... Vediamo sempre l'accordo di tonica, il Mi, rivoltato, quindi con un basso che non è mai il Mi, ma in questo caso è il sol# con un'evoluzione che questa volta non rimane sempre tra il quarto, il quinto e il primo grado, ma è un'evoluzione armonica che va ad aprirsi su un Do# minore. Ecco che la tensione è sfociata e il flusso emotivo si è aperto, la continuità delle note si è installata anche nella nostra percezione... il tutto sfocia in un accordo di Do# minore. Naturalmente noi abbiamo scelto questa scena perché è una delle più belle in cui si vede l'utilizzo di questo tema, ma ovviamente questo tema è molto usato nel film.
Anzi, noi vi suggeriamo come esercizio - ma anche per il piacere di farlo - di andare a vedere dove è stato utilizzato e come è stato utilizzato questo tema all'interno del film. Usciamo dal Do# minore con un bellissimo cromatismo Sesto grado abbassato, che poi va sulla dominante. E la settima di dominante dove finirà? Di norma, dovrebbe terminare sulla tonica, ma in realtà Morricone la lascia sempre o sospesa, o va da altre parti. Una cosa vorrei sottolineare, a volte pensiamo che per fare un grande tema, una grande colonna sonora, ci serva un'orchestra sterminata. Qui abbiamo solo archi.
Quattro voci, a volte cinque... Quando hai una bella idea, non hai bisogno di un'orchestra sterminata Anzi, la scrittura per essere ben eseguita, deve lavorare principalmente su quattro voci. un'altra cosa di cui parli spesso: la capacità di saper scegliere l'organico. Qui non servono tromboni... È un tema intimo, è un tema che parla dell'amore di due ragazzi... un tema semplice come sono semplici i ragazzi...
Niente di più bello di un'orchestra d'archi... Io vorrei che ci si focalizzasse - anche solo visivamente - sul modo in cui è stato esposto e fatto progredire il tema e la cellula iniziale. Perché c'è come al solito un doppio piano. tra quello che noi sentiamo psicologicamente osservando gli sguardi dei ragazzi... questa relazione tra le due figure protagoniste che crea una tensione psicologica che noi siamo portati a colmare nella visione. Ecco, la musica ci dice come colmarla e il come colmarla si attua attraverso la concatenazione degli elementi che vanno via via a creare un dinamismo psicologico parallelo a quello emotivo della scena; l'abbiamo visto, le premesse sono buttate; la premessa in questo caso è il bellissimo incipit con il basso di dominante.
La premessa ci dice che c'è una situazione in cui le cose non sono così certe, c'è il dubbio, c'è l'incognita. Ci sono due poli che sono molto forti c'è un'attrazione tra di loro fortissima ma sono appunto molto forti anche indipendentemente e quindi creano una tensione contrapposta, un disequilibrio; è quello che la nostra mente cerca di colmare. Questo cercare di colmare è quello che si può definire engagement, ok? Ovvero il gioco e il dialogo che il compositore attua con l'ascoltatore attraverso l'utilizzo di questi piccoli trucchi che - disseminati lungo il percorso - tengono sempre viva la tensione e fanno sì che a ogni punto di avanzamento dello sviluppo la mente dell'ascoltatore si ponga sempre una aspettativa su ciò che verrà dopo. Questo generarsi delle aspettative è alla base della costruzione di un tema significativamente forte. Quindi giocare con le aspettative è fondamentale in qualsiasi costruzione melodica e tematica.
Scrivete nei commenti due cose: quali altre scene di questo film utilizzano questo tema E poi scriveteci anche se ci sono dei temi che volete che analizziamo e nei limiti del possibile cercheremo di venirvi incontro. E non abbiamo finito con l'amore... No, siamo solo all'inizio. Quindi state in zona perché ne vedrete presto ancora delle belle. Ciao.