Bentornati a Scoring for Films da Vito Lo Re e Fabrizio Campanelli. Proseguiamo il percorso che abbiamo già intrapreso la volta scorsa con i grandi temi. Proseguiamo quindi con un nuovo tema d'amore, un importante tema d'amore di un importantissimo film. Perché ci piace l'amore... La volta scorso abbiamo visto "C'era una volta in America", oggi vediamo un tema d'amore molto diverso. Blade Runner.
Allora, è il 1981 e Vangelis è riduce da una cosettina come l'Oscar con la famosissima "Chariots of Fire". Blade Runner nel 1981 inizia le sue riprese; è un progetto che parte da molto lontano, da un racconto di Philip Dick; Dick non riuscirà a vedere il film uscito in sala perché morirà prima, ma gli furono presentati in 20 minuti di effetti specialie e di ambientazione. E ne rimase soddisfatto? Sì, incredibilmente sì, e disse che quello era il mondo che lui aveva in testa... Non capita spesso, soprattutto anche per i presupposti: Dick aveva criticato aspramente delle transposizioni che erano state fatte e diversi tentativi, andati a vuoto, ma qui invece... D'altronde la lotta tra gli scrittori e gli sceggiatori è sempre senza quartiere.
Il film esce, è un gran bel film... Sì, ma non ha successo anche questo, ovviamente. ...diventerà un cult in seguito. In questo caso, i protagonisti della scena d'amore sono Deckard e Rachael. Il filo conduttore del rapporto tra Rachel e Deckard è sottolineato da un tema meraviglioso, suonato da un sassofonista jazz, Dick Morrissey. Ci sta perché la sonorità che viene data a questo tema è una sonorità vagamente jazzeggiante.
Quindi la mia domanda è sempre stata: come mai - in un tema che parla di fantascienza - anche se le sonorità sono abbastanza futuriste, questo richiamo a una cosa molto tradizionale? È un tema che sembrerebbe quasi un noir degli anni 50 con Humphrey Bogart... Come mai questa scelta secondo te è per un film di fantascienza? Perché tutto il film è basato sul contrasto tra l'artificialità replicanti e la loro camuffabilità, quindi l'interscambiabilità con un essere umano; tutto il film è basato su questa continua ambiguità tra l'essere umano e la macchina. E quindi mi stai dicendo che dal punto di vista sonoro questa cosa è traslata in un ambiente carico di sintetizzatori - quindi il finto e la macchina per eccellenza - ma con la parte umana del sax, che è oltretutto uno degli strumenti più espressivi che ci siano. E' questo il senso?
Assolutamente sì. Il paesaggio sonoro creato da Vangelis è clamorosamente sintetico, ma clamorosamente profondo, completamente fuori dal tempo: lo ascolterai sempre e avrà sempre una sua dimensione atemporale. Non credi quindi che dal punto di vista strettamente sonoro sia una colonna sonora superata? No, è come ascoltare sempre qualcosa di nuovo per me. I sintetizzatori utilizzati di Vangelis sono stati veramente tanti in questa colonna. Adesso andremo a sentire il tema sulla scena con la partitura.
Abbiamo ridotto la partitura a degli eventi fondamentali, quindi le note si riferiscono al sax che espone il tema in primo piano, ma sotto c'è tutto un mondo sonoro fatto di synth, di pianoforti elettrici come lo Yamaha Grand Piano CP80, Rhodes, anche uno Steinway vero... Lavorato, immagino... E poi Vocoder, il CS80, Drum Machine, Jupiter 4, insomma, tantissimi synth. Ma la cosa interessante è che ascoltando il film, ci accorgiamo che i rumori non solo sono i rumori del foley ma lui creò proprio dei rumori diegetici... Sono stati fatti da lui e non dal foley? Esatto.
L'hanno pagato di più, perché ha preso anche una parte del compenso del foley... Senti, ma è questa cosa è molto interessante: è stato l'antesignano del sound design?... Questo andare a popolare di suoni... è stato un next level e ha reso organica la musica al suono del mondo. Prima di andare a vedere la scena facciamo una piccola premessa. Questo momento che andiamo a vedere e sentire, arriva dopo che Rachael ha iniziato a vedere delle fotografie, a suonare il pianoforte e a ricordare.
Deckard rivela a Rachael che questi suoi ricordi sono in realtà ricordi della nipote di Tyrell. Questo crea una crisi in Rachael. Deckard impedisce che lei scappi e da lì nasce il momento clou della loro tensione d'amore che sfocia in quello che adesso vediamo... Ecco il sax che tutti conosciamo... sotto sentiamo la punteggiatura dei diversi synth che costituiscono il tessuto armonico Qui ripete la melodia, leggermente variata Latmosfera è un po' noir, no? Molto noir, tremendamente noir e tremendamente romantica.
Questa scena e quella della scorsa puntata sono trattate in maniera diversa ma con degli elementi alla base assolutamente simili. Vediamo quali, allora. Partiamo subito con un'analisi armonica. Ti ricordi la tensione che era creata da Morricone col pedale del quinto grado al basso rispetto alla tonica? Ecco, qui non abbiamo un pedale ma abbiamo un meccanismo analogo: l'accordo iniziale di sol bemolle settima maggiore, è un accordo che porta alla tonica. Quindi non parliamo di dominante, ma di sottodominante che è un grado comunque molto forte.
I gradi più attrattivi tra loro sono il primo, il quinto e il quarto. Un accordo non ha una valenza assoluta, ha una valenza nel momento in cui entra in relazione con gli altri. L'inizio sul quarto grado ha ragione d'essere il momento in cui scivoliamo sulla tonica (re bemolle). Se noi vediamo la figurazione del tema notiamo un domanda-risposta... ti ricordi come era sviluppato il tema di Morricone? Certo.
Aveva questa ripetitività della cellula che andava poi ad aprirsi e che ritroviamo anche qui. L'apertura avviene dopo l'esposizione di questo AB, AB che rappresenta il dubbio, l'incognita, la tensione discordante, l'incertezza dell'esito di Deckard, dettato proprio dal contrasto tra questi due gradi forti; che non sono in questo caso con un pedale e uno sviluppo del tema sopra il pedale, ma sono con la concatenazione del quarto primo, quarto primo. Esattamente come abbiamo visto nel tema di "C'era una volta in America", anche qui c'è una ripetizione: la terzina che poi porta su una nota lenta; terzina, terzina, nota lenta. E se vogliamo, questa corona non è tanto diversa da quella sospensione che c'era là... E quindi stiamo impreziosendo il nostro manuale d'amore di Scoring for films... Questi trick emergono proprio da questo tipo di analisi.
La presentazione di una cellula e poi la sua sospensione fa parte di uno dei linguaggi fondamentali per costruire un tema che abbia una comunicatività incerta che poi va ad aprirsi. Vangelis è riuscito a fare un tema accattivante, con due note. Qui andiamo intorno al Si e al La. C'è un tema con una nota ribattuta, alla fin fine. E il sax - proprio perché è uno strumento molto espressivo - fa meravigliosamente questa parte. E anche qui nella seconda parte, terzina, questa nota ribattuta, questo qua di passaggio.
E qui ancora giriamo attorno al La. L'analisi schenkeriana sono due note... Cosa c'è sotto? Abbiamo un elemento particolarmente caratteristico. Tu hai citato questo essere un po' retro, noir, del sax, manifestato anche da questo uso estensivo delle settime maggiori. Ma poi nel suo sviluppo andrà a prendere l'utilizzo delle settime minori.
Cos'è questa settima maggiore? La Settima maggiore - detta anche settima di quarta specie - è quella che ha una settima maggiore tra la sua fondamentale - per esempio un Do - e la settima, il Si naturale. E' curioso perché una settima maggiore, se tu la suoni al pianoforte suonerà male... ma nel momento in cui questo diventa un accordo di settima maggiore Do, mi, sol si - si apre un mondo. E sentiamo anche la differenza rispetto alla settima minore come questa qui. A differenza del Si naturale della settima maggiore - che spinge fortissimo verso la risoluzione - in questo caso il Si bemolle è un po' più lontano.
E' generalmente quello che usiamo negli accordi settima di dominante che portano quasi in automatico ad altra tonalità; anche se il Blues usa spesso le settime di dominante che non portano necessariamente alla risoluzione. Nel significato stesso delle settime attribuiamo a questi due accordi delle aree semantiche leggermente diverse. Ad esempio la settima maggiore è legata alla sensibilità, all'emotività, al cuore... e anche alla nostalgia. Quindi da dove origina questa nostalgia? Ci sono diverse teorie, alcune delle quali riportano alla generazione degli armonici naturali.
Tutta la tonalità è basata su un principio fisico. Quando noi suoniamo una nota, insieme a quella nota risuonano a diversa distanza altre note In questo senso però dal Do al Si naturale c'è un una bella distanza: Il Sì è il quindicesimo armonico naturale che si genera quindi molto lontano dalla tonica. A cosa prelude nella nostra esposizione questo aspetto? Prelude al concetto di mancanza, all'idea del ricordo e della memoria. E tu mi dirai: cosa c'entra l'amore con la memoria? Fammi la domanda!
Mi stavo chiedendo: cosa c'entra l'amore con la memoria? Casualmente ci troviamo proprio in questo film, davanti al legame fortissimo che c'è tra la storia d'amore di Rachael e Deckard e i ricordi di Rachael. E quindi la memoria... Abbiamo detto che la settima maggiore è sinonimo di nostalgia. Nostalgia deriva dal greco e significa "dolore del ritorno" ed è allo stesso tempo una tensione verso una conquista. È desiderio.
Desiderio di tornare a casa e il desiderio di avere qualcosa che è altro da sé. La memoria è base della costruzione del sé. I ricordi sono in Rachael fondamentali per la percezione di sé stessa. Pochi accordi come l'accordo di settima maggiore sono in realtà sospesi, non definiti, non chiari. Il Si naturale rispetto al do porta una tensione fortissima verso il do e quale sinonimo migliore per la nostra percezione di un qualcosa che cerchi di riempire una mancanza... Cerchi il ritorno a casa e quindi sia sinonimo di nostalgia.
Quindi tu dici - se ho capito bene - che Vangelis è partito prima da una base armonica di questo tipo e forse proprio per questo la melodia è relativamente semplice? Lui ha cercato di immedesimarsi o in Rachael o in Deckard e di cercare quella spinta d'amore che si basa sul ricordo. Ricordo viene dal latino: ritornare al cuore; riprendere quella concezione arisotelica che faceva del cuore la base della memoria. E' rimasto anche in inglese, no? Imparare a memoria è "to know by heart". Quindi il legame tra ricordo e amore è un legame indissolubile, che ci riporta al riaffiorare dell'esperienza sensibile.
L'esperienza sensibile di Rachael è messa in discussione da Deckard, ma si apre un nuovo capitolo: la tensione d'amore è l'oggetto del desiderio di Deckard e l'oggetto del desiderio è l'inizio sfuggente - la settima maggiore - e si innesta con quel gioco di cui tu parlavi riguardo Morricone tra inseguito e inseguitore. Rachael è inseguita ovviamente e Deckard è l'inseguitore. Ecco quindi di nuovo l'alternanza tra quarto grado dell'inseguito (Rachel) e Deckard, l'inseguitore. Il compositore dove si mette in tutto questo? Si mette in entrambi. Ecco che adesso possiamo leggere a ragion veduta il quarto grado e il primo.
Pausa, ritorna l'inquietudine, il dubbio (quarto grado) e la risposta dell'inseguitore. Il discorso evolve e si apre in questo uso questa volta delle settime minori, per fare quella discesa che muove l'arco narrativo e armonico verso casa: il re bemolle. Mi ha un po' stupito che abbia concluso con un re bemolle così "pulito", anche se c'è l'aggiunta della nona: il mi bemolle. Guardiamo anche la progressione di questo ritorno a casa, che in un certo senso è la conquista. L'evoluzione avviene sul bacio anche qui. Anche qui, come morricone.
Costruiamo il nostro tema ideale. Porremo delle premesse. Queste premesse avranno un momento topico nello sviluppo. Lo sviluppo sarà affidato a un'evoluzione dinamicamente più veloce. In questo caso, una successione di accordi più serrata e quindi un'intensità maggiore nell'esposizione musicale. Abbiamo un percorso meraviglioso che, dal Mi bemolle minore settima, evolve al Fa settima che ci porta al Si bemolle minore.
In questo caso, la settima di dominante ci porta dove ci deve portare ma con l'accordo minore, che ci serve a sentire il Mi bemolle finalmente maggiore. Quindi partiamo dal Mi bemolle minore settima e arriviamo al Mi bemolle maggiore settima. È come se ci fosse una sorta di rilassamento: la tensione - in questo percorso evolutivo del racconto legato al bacio - è come se fosse una piccola vittoria; un piccolo traguardo raggiunto che poi viene aumentato ulteriormente dal Do bemolle che serve - tramite un glissato nel basso - ad arrivare sul La bemolle settima, che è l'ultimo passaggio che ci serve per tornare a casa. Il percorso è compiuto. Abbiamo vissuto tutto il coinvolgimento emotivo dei due protagonisti. Abbiamo interiorizzato, tramite questo percorso musicale, il percorso mentale che origina dalle aspettative dell'innamorato fino alla conquista del suo oggetto d'amore.
L'arco narrativo, quindi, è l'arco di tutta la tensione psicologica che vivono i protagonisti, ma in cui noi ci immedesimiamo. La forza del tema - quando è ben riuscito - è quella di farci vivere con i personaggi. Non basta vedere per essere introiettati e immedesimati nella scena. La forza del grande tema è quella proprio di farci vivere come se noi fossimo uno di loro due. O anzi, meglio, come se fossimo tutti e due. Ma questa è la forza incredibile che c'è nei grandissimi temi, in questo caso nei grandissimi temi d'amore, che ci fanno commuovere, che ci fanno emozionare ogni volta come se fosse la prima volta.
Però noi abbiamo una possibilità di fare una specie giochino. Sì, andiamo a vedere cosa ne sarebbe nel nostro tema. Se, al posto delle settime maggiori che utilizza, facessimo una piccola modifica... e usassimo le settime minori. Questa è la nostra sessione in cui abbiamo trasposto il tema. Cosa succede se mettiamo - invece della settima maggiore - una settima minore?
E' cambiato un attimo!... Spero che Vangelis non se ne abbia a male se gli abbiamo fatto questo scherzetto. Quindi il messaggio è: attenzione alle settime che usate... Abbiamo la stessa melodia, la stessa armonia di base, ma cambiando la settima è trasmutato completamente. Tutto quello che hai detto finora è precipitato miseramente!... Anche qui ci siamo portati a casa dei buoni tools secondo me...
The Construction Kit per il grande tema. Adesso ci aspettiamo che prima o poi qualcuno di voi ci presenti un grandissimo tema d'amore. Comunicatecelo nella forma che preferite e direi che ci diamo l'appuntamento al prossimo tema... sorpresa! Ciao.