Ben tornati a Scoring for Films da Vito Lo Re e Fabrizio Campanelli. Oggi, nonostante una forte raucedine sono qui, in trincea. Perché "Cosa c'è sotto" ci aspetta ed è un appuntamento ineludibile. Tu da che parte stai?... Io sempre da quella dei vincenti. Cosa vuol dire "Da che parte stai"?
Non ci interessano le tue opinioni politiche o i tuoi gusti personali. Ci interessa però sapere come un compositorio deve porsi nei confronti della scena. Quello che cerchiamo di indagare oggi è un aspetto tanto poco trattato quanto fondamentale. Cioè, che taglio dare alla score... Ti ricordi quel discorso di mantenere il lavoro, arrivare in fondo? Ecco, "Come evitare di litigare col regista e vivere felici".
Perché ovviamente ci possono essere diverse interpretazioni, a riguardo. Noi abbiamo un potere enorme con la musica: plasmare la psicologia percepita dei personaggi e dimostrare il loro carattere anche quando quel carattere o è nascosto per intenzioni registiche o è evidente solo in alcuni tratti della recitazione ma deve essere espresso in maniera più incisiva, o più intima... E quindi il piano della composizione musicale e della caratterizzazione della scena e dei personaggi entra ovviamente nell'ambito del regista, che è direttore artistico, cioè con lui il quale è responsabile delle scelte di tutta la messa in scena. Sicuramente avrete visto anche voi dei video dove si vede la stessa scena musicata con tre musiche completamente diverse, che diversa emozione viene restituita allo spettatore. Allora, questa è una delle operazioni preliminarie che vanno fatte quando si inizia una score; ovviamente in accordo con regista, se si vuole continuare a mantenere il lavoro. La prima cosa è capire che taglio dare alla score; ovviamente per capire che taglio va dato alla score, bisogna capire bene che taglio ha il film.
E attenzione che questa cosa può sembrare scontata: se è una commedia, è una commedia... se è un thriller è un thriller... è un modo molto superficiale di affrontare la cosa, innanzitutto perché un thriller può avere all'interno anche di scene molto drammatiche, non dico una scena più leggera, ma un modo diverso di raccontare questa scena, vero? La musica può essere settata per descrivere i personaggi in un modo o nell'altro. C'è l'esempio del "Happy Corleone" ne "Il Padrino", dove a volte facciamo vedere il tema cambiato in maggiore e sembrano tutti dei pastorelli in gita, no? Che fa veramente ridere.
Ma noi invece, quello di cui stiamo parlando, non è tanto che taglio dare alla scena (molto drammatica o meno drammatica, più dubbiosa ecc.) ma come quella scena è vissuta da chi guarda il film. Perché la musica ti consente di far percepire la stessa scena come se fosse vissuta nell'emotività interna del protagonista all'interno della scena, oppure come se - dall'altro lato - noi fossimo spettatori al di fuori della scena; la stessa psicologia dei personaggi all'interno di un'azione può essere vissuta dallo spettatore in due modi diversi e questo è quello che andiamo tra poco anche a far vedere praticamente con delle immagini. Sì, per cui dobbiamo capire quindi - decidendo che taglio dare alla score - se ci interessa più l'azione o i sentimenti. Siamo quindi dalla parte dello spettatore o dell'attore? Però arriva Zimmer... Arriva Zimmer che in una recente intervista ha detto una cosa interessante: "Il regista non mi deve dire che musica vuole perché se sa già che musica vuole se la faccia lui!...
lui deve raccontarmi il film e poi deve darmi carta bianca". E io dico bello, bellissimo, ma come diciamo spesso: non fatelo a casa! lo può dire Zimmer, può permetterselo lui... e secondo me anche lui in certi casi scende a qualche compromesso. Il mio adorato Thomas Newman dice esattamente il contrario; ne "Alla ricerca di Nemo" racconta in un'intervista di come lui abbia avuto esattamente questo problema: come approcciarsi alle vicende iniziali raccontate dall'animazione? Descrivendo l'action, la meccanica della scena o se invece descrivendo la stessa scena come percepita se noi fossimo il pesciolino.
E attenzione a un passaggio che è molto importante. Certo tutti noi diciamo: "Ah, sarebbe fantastico se il regista ci desse carta bianca." Però in realtà tutti quelli che hanno fatto questo lavoro sanno che molte volte si è giunti a determinati risultati - che erano ben lontani dalla prima versione che hai fatto - perché sei stato stimolato a fare cose diverse e quasi sempre il risultato finale poi era migliore di quello che dovresti fatto se ti avessero dato carta bianca. Anche nello sviluppo del montaggio noi non sappiamo la direzione totale che sta prendendo quel personaggio o il film. Quindi magari noi vediamo una scena in cui siamo portati a usare un certo tipo di descrizione ma il regista invece ha delle idee che sono di arco lungo e che quindi che si sviluppano più avanti e allora quelle direzioni che dà servono a fare un lavoro organico. Ecco per fare questo lavoro organico dobbiamo fare particolar attenzione ai film di genere perché i film di genere vanno ovviamente a intercettare delle aspettative del pubblico. Se vado a vedere un thriller, un horror, una commedia sentimentale...
non conoscerò la trama ma so già chi tipo di film mi sta aspettando. E allora in questo caso il compositore deve trovare il giusto compromesso tra il non deludere le aspettative e al contempo magari fare qualcosa di non banale. Perché non iniziamo a vederci "Il silenzio di innocenti"? Allora, qui siamo nei titoli di testa e percepiamo già una musica molto drammatica su una scena normale: una ragazza che corre. Ora, questa musica drammatica potrebbe farci pensare che questa ragazza succederà qualcosa. Sentite come è drammatica questa musica?
In realtà è solo una ragazza sta facendo jogging. però rappresenta una descrizione metaforica di ciò che Jodie Foster vivrà più avanti. L'espediente è giocare sulla situazione scenica attuale, pensare che quello che stiamo ascoltando sia relativo ai misteri del bosco, ai misteri di una persona che noi stiamo vedendo correre senza una finalità che supera degli ostacoli. Questi ostacoli sono gli ostacoli che lei supererà più avanti. La musica ci sta raccontando un qualcosa di enigmatico e pericoloso che lei vivrà più avanti. Ed ecco che con questo espediente noi abbiamo già predisposto il nostro cervello a un certo tipo di film ma senza aver subito dichiarato il vero oggetto della minaccia che si presenterà più avanti.
Questo è un espediente classico nei main titles. La colonna sonora di Howard Shore è veramente una delle ragioni per cui questo film è un capolavoro. C'è un bel aneddoto che riguarda la colonna sonora di Shrek, dove c'è questa scena che il compositore musica in maniera secondo il regista è un po' troppo leggera; e gli dice "no, no, ma assolutamente non ci siamo; qui si deve percepire il pericolo, la tensione, ci vuole una musica che stracci l'anima. Il compositore rifà la musica e il regista gli dice: "ah beh, ma adesso stiamo terrorizzando i bambini!"; per cui, come vedete, il compromesso non è sempre facilissimo da trovare. Questa dinamica c'è a tutti i livelli, la troverete nel filmetto amatoriale del vostro amico e la troverete nella serie A. E a proposito di bambini, possiamo vedere una scena di Harry Potter.
Vediamo un mostro, un troll, che sta minacciando i bambini. La musica di John Williams è ovviamente molto drammatica; percepiamo naturalmente tutto il pericolo, qui sentite proprio i tromboni sforzati; cosa c'è di più minaccioso di un trombone sforzato? Il mostro èsi avvicina ma quando la bambina si nasconde e lui comincia a distruggere, cambia il registro. Hermione è nel pieno dell'azione e noi stiamo vedendo la scena dal di fuori. E' un'azione molto concitata, ma la concitazione ce la sta dando John Williams, noi sentiamo una sovra eccitazione musicale che ha due funzioni. La prima è quella di raccontarci e farci immedesimare, non tanto nei personaggi, ma nella situazione.
Noi stiamo vivendo una situazione dall'esterno e il link che c'è tra noi e la scena è mediato dalla musica. La musica agisce facendoci ricostruire la scena nella nostra testa. Ma non c'è un approccio psicologico alla situazione o al vissuto dei personaggi rispetto al troll e rispetto al momento. È una descrizione pura della scena che serve anche a disattivare la minaccia. Anche perché comunque, non è un film horror, è un film dove sappiamo che i tre ragazzini ce la faranno e quindi li vediamo in pericolo ma fino a un certo punto. Questa è la funzione fondamentale della musica di questa scena: farci percepire l'avventura ma non il loro pericolo di vita.
Perché l'azione della musica in questo caso è quella di spostare psicologicamente la minaccia dal viverla come se noi fossimo in prima persona al posizionarla in un ambito fantastico e la musica in questo senso sposta il pericolo. Pericolo che invece noi possiamo vivere grazie alla musica questa volta nella testa di uno dei protagonisti proprio in quest'altra scena di un film che si chiama Glory. Con la colonna bellissima di James Horner. Di cosa parla questo film? Della guerra di secessione americana nella quale ci sono questi soldati di colore che combattono con il Nord. In questo caso la funzione della musica non è a raccontare l'azione ma la psicologia dei personaggi in particolare l'ingenuità di molti di questi ex-schiavi, a cui veniva dato un fucile in mano, gli smetteva da una divisa e gli si diceva di combattere per un ideale di cui loro fondamentalmente sapevano più niente che poco.
Broderick in questo caso deve obbedire tragicamente agli ordini e comanda ai suoi soldati di appiccare un incendio che noi stiamo vivendo nella testa di Broderick; quindi dal suo punto di vista dell'errore, del tragico che si nasconde dietro alla gloria ma con un senso di colpa per l'azione che stiamo vedendo che è la connotazione della musica che sta descrivendo tutta questa scena; non c'è nessun tipo di azione nella musica qui, c'è solo il dissidio interiore del protagonista. Abbiamo sentito le tensioni nei movimenti della musica, dispiegate in modo largo utlizzando quasi esclusivamente gli archi che questo genere di linguaggio sono incredibilmente efficaci. Questo tipo di contrasto lo viviamo come se noi fossimo nella testa del protagonista di quella scena. Altro esemoio che riguarda stavolta non un film ma un episodio di una serie che si chiama Dexter; all'interno di pochi minuti riesce a cambiare registro e posizione (il famoso punto di vista) più volte in maniera molto interessante Sì, cominciamo con questa scena estremamente drammatica: vi risparmiamo i dettagli ma siamo davanti a qualcosa di molto truce e di molto violento però questa scena molto truce e molto violenta ai danni di un cattivo come viene alleggerita? Con la musica. Perché su questa scena terribile a cosa ci serve questa musica cubana sotto?
Ci serve a entrare nel punto di vista del criminale giustiziere. Dexter è un serial killer dei criminali; il son cubano che sentiamo sotto ci fa partecipi della sua euforia; noi non stiamo vedendo l'azione della scena in quel momento, stiamo vivendo il suo essere inebriato da questa azione comunque terribile Poi avviene un cambio bellissimo, comandato dalla reverberazione della canzone e dall'ingresso di una musica di scena che è quella che ci riporta tutti all'ordine: attenzione, cosa stiamo vedendo? ok, questa è la scena, questa è la situazione, questo è il dramma per poi ritornare su di lui ma non con l'euforia di prima ma con una chitarra acustica che conduce il nuovo gioco musicale che è più riflessivo, che si accompagna alla sua immersione nell'acqua e che si accompagna alle sue riflessioni Avete visto come all'interno della stessa scena si possa cambiare completamente registro tre volte però volte ma anche molte di più se è questa cosa ovviamente concordata col regista però sono sicuro che la cosa più importante che avete capito è che se non vi ponete questa domanda rischiate di fare una musica bellissima ma deliziosamente inutile o comunque inefficace per quello scopo che il regista voleva porsi; ecco perché bisogna parlare tanto tanto tanto tanto con un regista anche perché la dinamica dentro-fuori dalla scena, dentro-fuori la testa del protagonista è anche una dinamica di intrattenimento che serve a tenere vivo anche lo spettatore e giocare con lo spettatore è fondamentale. Direi che per oggi vi abbiamo andato parecchi spunti; scrivete nei commenti che cosa ne pensate; scrivete nei commenti se magari avete individuato in alcuni film che avete visto questo cambio di prospettiva; iscrivetevi al canale se non lo avete ancora fatto; se il video vi è piaciuto magari esagerate e lasciate un like e noi ci vediamo alla prossima puntata ciao