Bentornati a Scoring for Films da Vito Lo Re e Fabrizio Campanelli. Oggi vediamo cosa c'è sotto il canto del gladiatore, cioè vediamo come e da dove nasce questa famosissima canzone. Canzone che conosciamo a memoria... Mi canti il testo?.. C'è una ragione per cui nessuno conosce il testo di questa canzone: il testo non esiste. Lisa Gerrard - che è co-autrice delle musiche de "Il gladiatore" con Hans Zimmer - è anche la cantante del famosissimo "Now We Are Free." Lisa Gerrard fin dall'età di 12 anni ha sviluppato un modo di cantare basato su un idioma tutto suo che si chiama idiogolossia: un'emissione di suoni totalmente privi di alcun significato.
Sto pensando una cosa che però non è una battuta... Se fai una canzone di questo genere e poi la depositi c'è un testo?... Lei tecnicamente è autrice del testo, anche se il testo non ha alcun significato... quindi depositerà anche il testo?... Il caro vecchio Hans - interessato a questo modo di cantare ma soprattutto ovviamente alla particolarità della voce della Gerrard - la chiama.... Cosa cerca Zimmer?
Innanzitutto cerca per questa scena un qualcosa di particolarmente evocativo. Massimo Decimo Meridio (Russell Crowe) torna a casa e trova morta la sua famiglia... la sua casa bruciata e qui Zimmer vuole andare lontano, oltre i confini dell'Impero e della lingua e andare dritto alle emozioni e agli archetipi. Lisa Gerrard è la perfetta artefice di un linguaggio che parla come il linguaggio poetico. È un linguaggio connotato perché privo di un significato letterale, codificato: è il linguaggio del simbolo. È il linguaggio che riesce a restituire un insieme di sensi, una polisemia che permette a noi che guardiamo la scena di non contestualizzare la sua localizzazione geografica, ma di universalizzarlo: parlare con una lingua sconosciuta perché tramite quell'essere non conosciuto riusciamo a cogliere l'essenza del vissuto di Russell Crowe e quindi andare incontro a quello che si definisce il "linguaggio universale".
Sì, questa è stata la grande trovata di questo pezzo: riuscire a smuovere un qualcosa di ancestrale che abbiamo dentro, che magari è una sorta di memoria collettiva un qualcosa che abbiamo nel dna... in questo veramente ha fatto centro ma non gli è valso però l'Oscar... Ne abbiamo parlato qui, negli "Oscar sbagliati" l'Oscar andò a "La Tigre e il Dragone"... Bellissima!... però forse qua ci troviamo di fronte a qualcosa altro... Ed è nella scena finale che ancora di più emerge il valore della scelta di utilizzare questo stile unico di Lisa Gerrard...
Il suo idioma sembra avere un senso! Potrebbe essere una lingua antica, ancestrale... E quindi anche i valori che noi percepiamo attribuiti a Massimo Decimo Meridio sono i valori che la Gerrard ci sta cantando: Il concetto della casa, il concetto della terra dentro la quale affondono le radici... la forza di un carattere che è inserito nella terra, dotato di giustizia, dotato di tutto ciò che in Russell Crowe è giusto e perfetto. Ed è esattamente a questo che noi specchiamo - nelle vicende del protagonista - i nostri desideri, il nostro sogno, il nostro meccanismo di identificazione. Sì, perché la particolarità di questo modo di cantare è che la voce è utilizzata come un vero proprio strumento.
Quindi ha l'espressività tipica della voce umana, si affranca completamente dal significato di quello che canta; quello che canta non è legato al testo, ma alle emozioni che la musica trasmette. Come se fosse un violoncello umano. D'altronde si dice che la voce sia lo strumento più espressivo che ci sia e in questo senso realizza un qualcosa di veramente magico. Ma perché secondo te a un certo punto il nostro Hans Zimmer ha alzato il telefono e ha detto: Lisa, fai un salto qua... dall'Australia. Zimmer aveva visto un film di poco precedente - The Insider, un film con ancora Russell Crowe e Al Pacino.
Il regista Michael Mann - che è noto per essere un accentratore - aveva deciso di occuparsi lui in prima persona della colonna sonora. Non voleva scriverla lui, ovviamente ma voleva fare un vero e proprio concept della colonna sonora: scelgo io tutti i pezzi; si fanno quindi delle sincronizzazioni: si prende un pezzo già edito e già utilizzato per un altro film o per un progetto discografico, si paga una fee e si mette nell'interno del proprio film. Michael Mann voleva quindi portare a casa questo progetto, io credo anche per avere la paternità artistica anche di questo aspetto. E Mann aveva sentito un pezzo della Gerrard che si chiamava "Sacrifice". Partendo da questo singolo brano, Mann chiede alla Gerrard e al suo collaboratore Pieter Bourke di scrivere tre pezzi. Si incontrano, fanno quella che si chiama "spotting session", che è quando il compositore e il regista si mettono d'accordo su dove la musica deve entrare, uscire e che caratteristiche deve avere.
I due - copione in mano, ma senza aver visto ancora nessuna immagine - tornano in Australia. Bourke dirà che i i primi sette pezzi (ne erano stati richiesti tre) sono stati fatti senza vedere le immagini e lui dice che addirittura questa è stata una fortuna... Poi sai, col senno del poi... in realtà sarebbe sempre meglio vedere le immagini. Fanno questi sette pezzi, li mandano a Mann che dice: "Ragazzi, sai che c'è?... Forse possaimo farne anche qualcun altro in più...
Li fa venire dall'Australia a Los Angeles. Gi fanno uno studio esattamente come quello che loro avevano in Australia, in modo che loro si possano trovare al loro agio per poter scrivere e negli ultimi due mesi di post produzione danno vita a questa colonna sonora. Tenete presente una cosa: il regista durante la lavorazione di un film è occupato 18 ore al giorno... ed è veramente complicato per chi - come il compositore - deve averci un rapporto continuativo e costante a volte semplicemente trovare il tempo per guardarsi una cosa... Mann scriveva loro dei bigliettini con delle frasi un po' generiche e po' ermetiche. Infatti dopo aver lavorato appunto diciamo così alla cieca finalmente possono confrontarsi un pochettino di più.
E si confrontano anche sull'utilizzo del brano originariamente voluto da Mann (Sacrifice) per rimodularlo sulle immagini. Il brano non è stato snaturato, è sempre lo stesso; è stato semplicemente adattato alla scena. Loro - un po' istintivamente perché l'ambientazione del film in parte è medio-orientale - avevano fatto pezzo un po' islameggiante... Sembra una scelta assolutamente sensata però Mann disse: "No, dovete togliere questo aspetto è eccessivamente islameggiante ed etnicizzante perché non stiamo facendo un documentario. Non siamo il National Geographic!" La Gerrard dice "Questo ci è stato utile non tanto per capire quello che il regista voleva ma almeno abbiamo capito quello che NON voleva; ed è già un buon aiuto per capire poi quello che va fatto. Allora Jeffrey Wigand (Russel Crowe) è il dirigente licenziato dalla multinazionale del tabacco e rivela che...
il fumo fa male! Non solo... rivela anche la verità dietro ad azioni criminose che verranno a galla durante il film e qua il senso che noi troviamo dall'inserimento di Lisa Gerrard non è diverso da quello che de "Il gladiatore" anche se siamo in secoli diversi... però ecco il principio di universalità di ciò che la musica ci sta trasmettendo anche attraverso la voce: la voce della verità, la voce della forza, la voce della giustizia quindi cambia il secolo ma la dinamica è la stessa perché la ricerca della verità, la ricerca della giustizia, l'essere forti di fronte a un procedimento legale di questo tipo e la rivelazione che fa il protagonista ha quella dinamica e quelle caratteristiche psicologiche che sono assolutamente identiche rispetto a quelle su cui si basa la vicenda del gladiatore; fa sorridere che tutto ciò sia sulle spalle piuttosto larghe di Russel Crowe sempre nella stessa dinamica: alfiere della giustizia, alfiere della libertà, alfiere della forza e della verità e con il supporto fondamentale del canto di Lisa Gerrard senza il quale tutto questo non non esisterebbe: senza quel canto noi non avremmo percepito le stesse cose non avremmo superato quella barriera contestuale che ci porta verso un linguaggio universale e verso una percezione di valori universali; saremmo rimasti nell'alveo della normalità.. si sarebbe potuta fare una colonna sonora più tradizionale ma questo è il gradino in più. Ecco perché Hans e Ridley hanno detto: "Passami un attimo il numero della Gerrard, va'...!
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