Basic Instinct - Parte II

Bentornati a Scoring for films dove sempre vi aspettano Vito Lo Re e Fabrizio Campanelli; se vi è piaciuta la scorsa puntata avete tre cose da fare: la prima iscriversi al canale, la seconda è attivare la campanella così sapete quando carichiamo un nuovo video e la terza guardare la puntata di oggi che è il seguito di Basic Istinct. La volta precedente abbiamo visto Nick scendere nel girone infernale dei dannati, rapito dalla avvenenza e dalla furbizia di Catherine, che Goldsmith ha perfettamente inquadrato come abbiamo iniziato a vedere ad analizzare e quindi adesso non ci resta che proseguire con.. Allora, avevamo lasciato Nick e il suo collega che prendono Catherine Tramell per portarla in centrale e l'avevamo lasciato proprio con lo stacco su di lei in macchina, dove Goldsmith ci fa sentire quello che ormai possiamo dire decisamente che è un tema di Catherine che ha delle caratteristiche ben precise. Siamo nella macchina. Allora, battuta di 2/4; Questo tema, questo mi bemolle tenuto, è proprio una parte caratteristica di Catherine che vedremo soprattutto tra pochi minuti nella scena leggendaria dell'introgattorio. E abbiamo anche un'altra caratteristica di Catherine: essere abbinata ad armonie un po' particolari.

L'arpa sarà una scansione costante, una sorta di orologio. Sì, anche per dare il senso dell'ossessione, della macchinosità. Catherine sta macchinando, la rete di Catherine si sta avvolgendo attraverso con metodicità. E quindi questa scansione ritmica dell'arpa è veramente interessante e la ritroveremo nell'interrogatorio che vedremo dopo. Ma torniamo indietro perché Goldsmith fa anche un uso interessante di quel Mickey Mousing che nel suo che solo a lui riusciva così bene! Anche Williams..

Torniamo un attimo indietro. La voltata di Nick corrisponde anche a una sorta di stupore, perché Catherine ha manifestato una sorta di atteggiamento arrogante, manipolatore. E quindi questo Mickey Mousing è non solo fisico sul movimento della testa di Nick, ma è anche psicologico, perché ci dà un'idea di stupore, di sorpresa. E poi il cromatismo discendente dà l'idea appunto della discesa, del decadimento... Andiamo avanti, adesso avendo ben presente che l'arpa si muove e continua la sua metodicità, ma i legni sopra un pedale di do della zona bassa di contrabbassi e violoncelli iniziano a muoversi in modo weird". Strano.

Strano. Ecco i legni. È un la bemolle minore, però con sotto il basso do naturale e si. E il si, che fa l'arpa. Ecco che sale di terza. Sale ancora di terza.

Qui riprende la stessa armonia, ma insieme al tema di Catherine. Ecco qui. Fissatelo non nella testa, perché questo lo sentiremo anche all'interrogatorio. Ecco su di lei il suo tema. E attenzione di nuovo il gioco di terza superiore su di lei, ancora! Come vedete, non c'è niente di casuale: il gioco a due si perpetua La cosa interessante è che nel gioco a due che abbiamo capito essere il centro logico e schematico di tutta la costruzione della partitura (anche sotto i loro dialoghi) anche qui c'è un crescendo.

C'è un crescendo perché le terze portano i violini in alto e all'aumentare dei violini la corda si tende - lo vedremo anche nell'interrogatorio - la tensione ci raggiunge anche per analogia. Ecco, la corda è stressata! Compare di nuovo quel suono "vetroso" che abbiamo sentito quando Nick la vedeva nuda dietro il vetro. Al livello di questi maestri niente di casuale: quando c'è l'inquadratura su lei c'è il tema di lei, quando c'è lui ci sono i violoncelli... tutto quel linguaggio che fa di una di una bella colonna sonora un capolavoro. Certo, sono dei costruttori di dettagli che sono cesellati sull'immagine, sul montato e anche sulle partiture dove vengono i punti di synch.

Sì, sono segnati in partitura come possiamo vedere "Tocca la spalla" quindi oppure qui c'è una battuta del copione e quindi questa parte musicale andrà sull'inizio della battuta oppure dice "Catherine in car" quindi dove lei entra in macchina insomma: non c'è nulla lasciato al caso. Io direi che adesso Nick è pronto per subire la prova della sua vita, che è anche un po' la prova di tutti quando abbiamo assistito per la prima volta a una scena che ha fatto la storia non solo di Sharon Stone, non solo di Verhoeven... Vedremo la stanza dell'interrogatorio: io non mai visto una stanza degli interrogatori così... Le stanza degli interrogatori dove hanno interrogato me erano diverse... Ti hanno interrogato? Più di una volta!

Partiamo da questa inquadratura da cui già si vede che lei ha il controllo della situazione e che - come hai detto tu prima fuoti onda - è la gatta che sta giocando con i topi. Partiamo da una sua battuta che dà il la alla musica. In realtà la scena inizia prima, loro cominciano a interrogarla e non c'è musica; quando arriva la musica? Questa è una tematica importantissima: dove fare entrare la musica? loro inizia a interrogarla in maniera abbastanza generica. Quando entra la musica?

Quando lei fa intendere agli altri "topi" che tra lei e Nick ci sia qualcosa. Qui lei gli chiede sia abbia mai praticato attività sessuale sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Ecco gli archi "stressati" che scendono sul suono percussivo di synth che abbiamo sentito anche nella macchina e cosa abbiamo sopra? L'arpa. Si entra nel vivo della macchinazione ed ecco i violoncelli cioè la parte maschile - come abbiamo visto nel pezzo precedente - e il tema di lei che gioca con loro. Sono sempre più nella tela di Catherine che sta di fatto manipolando e stressando l'interrogatorio; quindi il tema a cui ci aveva preparato nella macchina Goldsmith il tema di violini con questa discesa di un suono che è ancora molto tensivo, riflette ancora di più il carico di tensione nel gruppo.

Quando abbiamo una parte maschile così bassa e una parte femminile così alta senza niente in mezzo è proprio come un distinguere i piani anche a livello di superiorità. Notiamo anche che l'introduzione della celesta è un po' particolare La celesta è importantissima nel noir e nel thriller in generale è un suono usatissimo; quindi anzi tutto abbiamo una celesta-synth che troveremo giocare con il suono dell'arpa ovvero qui non vanno a raddoppiare ovviamente ma dopo lo raddoppieranno e la loro interazione e il loro suono del insieme combinato crea un amalgama sonoro che è molto interessante perché in questo caso ci spostano il mondo magico ma è un mondo magico comunque riferito al contesto tensivo; un mondo magico nero. Celesta e arpa insieme all'unisono sono proprio uno dei trick di orchestrazione più usati. Il suono di percussione che sentiamo e che dopo avremo modo anche di vedere nel dettaglio con una particolarità è un suono di un Roland D-50 un sintetizzatore degli anni '80 che ha fatto la storia e che è stato usato tante volte adesso lo vediamo anche ad esempio è stato usato in un pezzo famosissimo di Enya; ci sono dei suoni di quel sintetizzatore che sono stati usati nel pop, nelle colonne sonore.... Questo suono vedremo essere ricorrente man mano che andiamo avanti con lo scorrere della partitura ed è un suono che ci richiama anche le coltellate, il movimento oscillatorio della percussione del synth è anche una mimica del movimento del braccio, delle coltellate. Avanti a vedere che cosa combina la nostra amata Catherine.

Ecco di nuovo il suo tema su Nick sconvolto come gli altri del gruppo compare la metodicità dell'arpa e le viole di cui non fregava niente a nessuno che credo anche adesso Adesso ancora meno! Ecco le note tenute che danno il senso della palpitazione La salita di terza anche qui si stressa il discorso e i violini salgono allora qui troviamo una cosa particolare che forse è passata inosservata torniamo velocemente un attimo indietro e notiamo che Nick si alza e ascoltiamo la sua battuta che dice Ti piace giocare? Do you like playing games? Quindi quello che noi stiamo ricevendo dalla musica, questo gioco che abbiamo detto della gatta seducente, seduttiva, pericolosa, mortale con i topolini, che ormai sono alla sua mercé, è replicato questo gioco dalla stessa battuta di Nick. Nick le chiede, ma ti piace giocare, quindi c'è un doppio binario di senso, narrativo, linguistico e narrativo musicale, che vanno entrambe nella stessa precisa identica direzione. Ancora il fatto di giocare un gioco.

L'ossessività delle viole e poi... Ah, beh, questi sono i famosi accordi di Goldsmith. Adesso qui questo movimento hermanniano delle viole, di nuovo il movimento, e degli accordi con una combinazione di note, un'apertura di accordi veramente particolare che tra poco analizzeremo nel sequencer. Qua sotto cosa sentiamo? Sentiamo il canto della Sirena come abbiamo visto la scorsa puntata. I synth magici, il nostro povero Ulisse, senza essere legato, Nick, che insieme agli altri marinai ormai è preda.

E ti faccio ottenere un'altra cosa, qui abbiamo una lunga serie di scansioni, sette ottavi, quattro quarti, sette ottavi, quattro quarti, per tante volte che ti danno proprio quel senso di non determinatezza ritmica che ci aiuta nel comunicare. Certo, questa asimetricità totale, che rende tutto il percorso comunque oblicuo, incerto, è una dinamica veramente particolare. No, perché sai, molte volte noi cambiamo il tempo di una battuta appunto per una ragione di sync. In questo caso invece quando abbiamo una cosa così metodica e sette ottavi, quattro quarti, sette ottavi, quattro quarti, è evidente che qui non c'è più una necessità di sync particolari, ma è proprio l'andamento che Goldsmith vuol dare alle musica e ovviamente alla scena. Adesso andiamocela a vedere sul sequencer, che ci sono delle cose molto carine. Eccoci sul nostro Cubase, dove possiamo subito vedere una cosa molto carina, quella cosa che abbiamo anticipato prima, relativa al synth.

Noi abbiamo replicato sempre col nostro Serum un suono che si avvicini, lo possiamo sentire. Eccolo. Il delay in questo caso lo simuliamo col nostro Sound Toys Echo Boy, è un ping pong delay, quindi rimbalzo a destra e sinistra. Risentiamo da capo. Ecco possiamo vedere già la dinamica del percorso, la celesta sull'arpa, notiamo in giallo l'arpa, in verde le viole, in rosso i violoncelli, in azzurro i contrabbassi, la celesta in blu. I violini.

Ecco il nostro suono percussivo in blu. Ecco notiamo qui l'utilizzo del flauto contralto insieme alla parte più bassa delle viole. Ecco il flauto in questo caso è un contralto perché suona in un range leggermente più basso. Sì, ma non si va sotto il Do centrale con il flauto normale. Quindi vediamo che l'altezza delle note suonate dal flauto sono nella parte bassa delle viole suonate con la sordina. Il suono quindi è molto setoso, un po' svuotato, misterioso per sua natura.

Le viole sono molto utilizzate da Goldsmith anche con armonie create solo all'interno della loro sezione. Infatti in questo pezzo moi sentiamo chiaramente la parte del flauto contralto Ma nel mix della colonna sonora si sente molto poco, è un ingrediente che serve per far risaltare la parte bassa delle viole, ma non è una parte solistica. Alla fine della frase delle viole e del flauto contralto iniziano quelli che chiamo gli "accordi obliqui": la sospensione, l'incredulità e quella sensazione di vertigine che abbiamo citato anche l'altra volta e che troveremo anche in altre disposizioni di accordi di seguito con un suono creato tra viole, contrabbassi e violoncelli che è molto particolare. Perché è un accordo che ha un basso sul la bemolle e i violoncelli che fanno un mi bemolle e un altro la bemolle. Do bemolle, fa bemolle, quindi mi bemolle contro fa bemolle. Possiamo qua, sul sequencer, alzare l'ottava della zona bassa e vediamo che di fatto creano degli scontri di seconda, quello che dicevamo prima: il mi bemolle con il fa bemolle, e il la bemolle col si bemolle.

Quindi questo accordo suonato insieme sarebbe così. E' particolare l'utilizzo che fa Goldsmith e degli accordi molto aperti e delle dissonanze distribuite tra diverse ottave. Io credo che la sua concezione fosse scrivere un accordo "stretto" dopodiché lo ripartiva su altre ottave. Provate a sperimentare sul pianoforte queste dissonanze, perché poi assumono, distribuite nell'orchestra, un carattere diverso proprio per l'effetto che dà suonato dagli archi anziché dal pianoforte. Sì, d'altronde la dissonanza è fondamentale in film come il thriller. Perché?

La dissonanza che cosa fa? Mette un qualcosa di "sbagliato" all'interno di un accordo "giusto" e quindi ci dà quel senso di precarietà, quel senso di maligno in certi casi che un grande maestro come Goldsmith utilizzava così bene! E adesso... Ecco che compare ancora il tema. E dopo questa inquietudine degli accordi sentiamo ricomparire quella discesa del canto della Sirena-Catherine che irretisce i nostri malcapitati, ma questa volta è affidata all'unisono alla celesta e all'arpa. E questo crea un effetto sonoro molto bello, molto particolare.

Sentiamo questo passaggio suonato solo con la celesta. Oppure solo con l'arpa. Sentiamole insieme. E' un suono particolare che si usa tantissimo. Dal punto di vista dela novità, questa colonna sonora non inventa nulla ma è un compendio di come si scriveva una colonna sonora thriller fino a qualche anno fa. Questa grammatica sonora e musicale è di fatto senza tempo.

A differenza, ad esempio, dei sintetizzatori che danno subito una connotazione temporale oggi se facessimo un thriller usando questa orchestrazione sarebbe sempre attuale. Poi possiamo farne un discorso di gusto: magari oggi vanno di più le fasce con i synth ma quello è un altro discorso. Cosa sarebbe Desplat senza la celesta? Non conosco una colonna sonora di Desplat senza la celesta. Sentiamo quindi celesta e arpa insieme con tutto. Un'altra cosa particolare: per la prima volta qui in questo brano le viole pizzicano insieme a queste note dell'arpa e della celesta che fanno ciò che prima faceva il synth "vetroso".

Sempre nel gioco a due, ai tenuto dei legni risponde il pizziccato delle viole Ciò che prima era affidato alle viole è passato ai legni, perché le viole ora rispondono a loro volta all'arpa e alla celesta. Ritroviamo il Mickey Mousing di Goldsmith in un brano che si chiama "Shadows". La Rock 'n Roll Star è stata uccisa dalla sua ragazza ed è la trama del libro che Nick sta leggendo, scritto precedentemente da Catherine. Il synth Roland percussivo è ormai una sorta di leitmotiv sonoro... E poi il nostro amato Mickey Mousing di Goldsmith... Ah, fantastico.

Elegantissimo. sull'apertura della pagina. Sul tremolo delle viole sotto abbiamo l'arpa insieme a un piano elettrico che dà sempre quella sensazione di vetrosità che abbiamo già trovato in precedenza negli altri suoni synth. L'apertura della pagina ci porta alla scoperta. E quando chiude, solo bassi in maniera assertiva e la chiusura diventa un segno del destino. Io direi che abbiamo detto molto su "Basic instinct", abbiamo visto anche molto.

Non so se siamo stati abbastanza attenti alle viole... Rivedo sempre volentieri questo film... Direi che possiamo salutarci qui e darci l'appuntamento alla prossima puntata. Non mancate, ovviamente. Ciao.

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